UNA STORIA METROPOLITANA

Di Albertina Fancetti
Puntata sette

Martina sedeva sulla panchina a cavalcioni sulle ginocchia di Michele, indossava per la prima volta una gonna lunga e colorata in stile zingaresco. Le dita del ragazzo frugavano con dolcezza insistente all’interno delle sue mutandine, procurandole delle sensazioni per lei del tutto nuove. Il resto del gruppo sembrava non accorgersi della loro intimità, ognuno assorto nei propri pensieri o nei propri discorsi, mentre le ombre del pomeriggio di fine estate si allungavano su di loro.
Durante le vacanze anche Nino aveva trovato una ragazza, si chiamava Cecilia, era di poco maggiore di lui e anch’essa eroinomane. Era piccola di statura e di corporatura minuta, era stata adottata in tenera età da due attempati benestanti senza figli che non le avevano mai fatto mancare nulla, colmandola di affetto e di premure, senza però riuscire ad instaurare con la ragazza alcun dialogo costruttivo. Da quando Cecilia aveva cominciato a bucarsi, i suoi rapporti con la famiglia erano molto burrascosi. Nino l’aveva conosciuta al Parco Sempione, vicino all’arena dove bazzicavano gli spacciatori di eroina. Colpito dall’abbigliamento ricercato della ragazza, si era reso conto di avere a che fare con una persona benestante, il che non guastava per un ragazzo che aveva bisogno di parecchi soldi per pagarsi la roba e perdeva regolarmente ogni posto di lavoro a causa del proprio vizio. Cecilia era rimasta attratta dal bell’aspetto di Nino e dall’aria baldanzosa con cui le si era avvicinato per presentarsi, sorridendole con dolcezza. Ora se ne stavano seduti abbracciati accanto a Martina e Michele e, se quella panchina non avesse avuto una fama sinistra, potevano sembrare due giovani coppie di ragazzi normali, forse un po’ troppo espliciti nello scambiarsi le proprie effusioni.
Tornata dalle vacanze, Martina aveva ritrovato Michele più affettuoso che mai e rimanere con lui, insieme al resto del gruppo, seduti sotto la pianta, le sembrava del tutto normale. Sapeva che tutti gli amici di Michele assumevano sostanze stupefacenti, ma voleva ostinarsi a credere che lui non lo facesse. Anche Sabina e Marco erano tornati ai giardini, lui abbronzatissimo, lei sempre più pallida, a bordo del solito motorino e sembrava che avessero appena litigato. La ragazza aveva un aspetto sofferente ed era di pessimo umore, salutò Martina con un cenno del capo rimanendo seduta sul sellino per il resto del tempo. Martina avrebbe volutoavvicinarsi all’amica, ma Michele la trattenne posandole con decisione la mano sul braccio.
«Lasciala perdere, non vedi che sta “a rota”?»
«Cosa vuol dire Michele? Non capisco…» chiese preoccupata la ragazza.
«Vuol dire che sta in crisi di astinenza, quella cretina, lo vedi come si è già rovinata!» Michele appariva veramente disgustato, come se non facesse parte lui stesso di quel mondo. Martina osservava Sabina in preda a un profondo turbamento, il ragazzo se ne accorse e la condusse lontano a salutare Mariella, che era arrivata ai giardini con i suoi due bambini.
«Allora Martina come sono andate le tue vacanze al mare? » chiese Mariella, mentre teneva d’occhio i piccoli.
«Abbastanza bene grazie, anche se non vedevo l’ora di tornare…» E così dicendo Martina lanciò a Michele uno sguardo eloquente. Mariella le sorrise con tenerezza e rivolgendosi al ragazzo gli pose la stessa domanda:
«E tu Michele dove hai passato l’estate?»
«Sono stato qui ad aspettare che lei tornasse!» rispose il ragazzo con un sorriso galante verso Martina.
«Ah ! Ma allora è proprio una cosa seria… sono davvero felice per voi».
I due ragazzi si fermarono a giocare con i due bambini sotto lo sguardo attento della giovane madre, poi quando si avvicinò l’ora di cena, tutti insieme lasciarono i giardinetti e Michele accompagnò a casa Martina.
«Ciao Michele!» Martina lo salutò con un bacio lunghissimo.«Se mia madre me lo permette, dopo cena verrò ai giardini, se ci sarai anche tu.»
«No! - le rispose Michele con impeto, suscitando nella ragazza un'occhiata interrogativa. - Voglio dire che non mi sembra il caso di entrare in discussione con i tuoi genitori per vederci solo dieci minuti, inoltre non so neanche se ci andrò».
«Va bene… allora ci vediamo domani». Martina si allontanò poco convinta e nel volgersi un'ultima volta per salutare il ragazzo, scorse la figura di Monica stagliata nel vano della finestra di casa sua, che aveva sicuramente assistito ai loro saluti. Sforzandosi di apparire disinvolta si diresse sotto la finestra dell’amica.
«Ciao Monica! Quando sei tornata?»
«Soltanto un'ora fa… ma mi sembra che ci siano delle novità…» Le rispose l’amica con un sorriso malizioso. Martina arrossì suo malgrado sotto lo sguardo acuto di Monica.
«Sì, ho davvero molte cose da raccontarti.»
«Allora perché non vieni a trovarmi dopo cena, così ci aggiorniamo sugli ultimi avvenimenti» - le propose Monica.
«Mi sembra proprio una magnifica idea!». Martina accettò subito con entusiasmo, felice di rivedere l’amica dopo tanto tempo, ma soprattutto perché questo appuntamento le forniva l’opportunità di uscire e passare dai giardini per dare la buonanotte a Michele.
Martina rientrò in casa. Durante la cena la ragazza ascoltava la conversazione vivace dei suoi fratelli, lo scambio di battute salaci, osservando il divertimento dei genitori che si guardavano con affettuosa intesa. Come sempre si sentiva esclusa in quella famiglia e si limitava a sorridere senza parlare, solo verso la fine della cena si azzardò a fare la richiesta che tanto le premeva rivolgendosi alla madre:
«Oggi è ritornata Monica dal college, mi ha chiesto se posso passare da lei questa sera a fare due chiacchiere»
«Veramente sei già stata fuori tutto il pomeriggio… Mi domando quando riprenderai a studiare!» - le rispose la mamma poco convinta.
«E dai mamma lasciala andare, chissà quante cose avranno da raccontarsi soprattutto ora che Martina si è fatta il ragazzo…» -  intervenne Simone malizioso.
«Che cos’è questa novità?» chiese la madre con tono severo. Martina avvampò senza riuscire a spiccicare una sola parola.
«L’accompagna a casa tutte le sere, è un tipo basso con i capelli rossi» la informò ancora Simone, Martina lo avrebbe voluto strozzare.
«E chi sarebbe questo ragazzo?» chiese ancora la madre rivolgendosi alla figlia.
«È un amico di Sabina, una mia compagna di scuola» rispose Martina.
«Ah bene! E che cosa fa, studia anche lui?»
«No, lui si è già diplomato e non ha ancora deciso che strada scegliere…» La ragazza cercava di essere evasiva sul conto di Michele, ma la signora Calvi si era già rassicurata. Come gran parte dei genitori dei ragazzi che frequentavano gli istituti privati, soprattutto se prestigiosi, tendeva a considerarli delle isole felici dove tutto quello che vi gravitava intorno non potesse essere che altamente selezionato e sicuro. L’argomento Michele venne così abbandonato con grande sollievo di Martina che si apprestò ad aiutare la mamma a rigovernare la sala da pranzo.

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