IL VINO A MILANO

Cosa è cambiato in tempi di coronavirus

Prendiamo spunto da un articolo del Corriere del 26 aprile per raccontare di come il vino sia entrato a far parte dei beni di prima necessità. Lo testimonia il successo della vendita su internet che ha segnato, per alcuni rivenditori, aumenti fino al 100%.

Lo testimonia altresì il fatto che molte piccole enoteche, in diversi quartieri di Milano, si siano organizzate per la consegna a domicilio proponendo dei veri e propri aperitivi.

Alla scelta del calice, infatti, si accompagnano stuzzichini e piccoli taglieri di salumi.

Se i milanesi non possono fare l'aperitivo fuori, l'aperitivo li raggiunge tra le mura di casa.

A cambiare è anche la qualità del prodotto. Alle etichette classiche come il Barolo o il Brunello, che hanno visto un crollo di quasi il 70%, si preferiscono i prodotti di piccoli produttori e la ricerca di un buon rapporto qualità-prezzo.

In compenso, però, gli acquisti sono diventati più frequenti.

È perfino possibile trovare, in zona Navigli, una enoteca che produce il vino direttamente in città e lo vende sfuso imbottigliandolo al momento dell'ordine.

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