Giorno del Ricordo

Il discorso del Sindaco di Milano

“Fare memoria delle ferite e delle tragedie provocate dai nazionalismi e dall’odio è importantissimo per la nostra città. Maggiore è la condivisione del ricordo delle sofferenze e delle cause che l’hanno provocato, più salde sono le basi della convivenza, e migliori le prospettive per un futuro di pace, libertà e giustizia.
Questa visione ci riunisce oggi, in occasione del Giorno del Ricordo, davanti al più significativo monumento alle vittime delle Foibe e all’esodo degli italiani dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia realizzato in Italia.
Grazie ancora alle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, al presidente del comitato pro-monumento Romano Cramer e al suo ideatore Piero Tarticchio per il loro impegno nella progettazione di questa lapide. Sono passati circa di 3 anni e mezzo dalla sua inaugurazione qui in piazza Repubblica, in quella che una volta si chiamava piazzale Fiume, ed è ancora estremamente viva l’emozione per questo lembo d’Istria e Dalmazia, arrivato a Milano dopo un’attesa durata troppi anni.
 Grazie a quest’opera la nostra città commemora il sacrificio degli italiani dell’Adriatico orientale, per non dimenticare un orrore che pesa ancora sulle coscienze di tutti.
La commemorazione di oggi ha ancora più significato perché nel 2024 ricorre il ventesimo anniversario dell’istituzione del Giorno del Ricordo. Una solennità con cui l’Italia fa i conti con una tragedia a lungo negata. Un momento in cui le istituzioni e ogni parte politica hanno il dovere morale e civile di commemorare il sacrificio di migliaia di italiani e degli esuli dalla Venezia Giulia, dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, con la stessa unità mostrata nell’approvazione del Giorno del Ricordo o nella costruzione di questo monumento.
Gli orrori delle Foibe sono una macchia indelebile della nostra storia. Per questo è fondamentale ricordare e tramandare al fine di scongiurare sia l’odio sia il negazionismo, mali che abbiamo il dovere di estirpare. Una necessità ancora più avvertita in questa epoca di emergenze e di guerre.

La violenza etnica subita dagli italiani residenti in Venezia Giulia, così come in Dalmazia, è stata una tragica conseguenza delle ideologie nazionalistiche e razziste propagate dai regimi dittatoriali, responsabili del secondo conflitto mondiale e dei drammi che ne seguirono, come ricordò Carlo Azeglio Ciampi nella prima commemorazione del Giorno del Ricordo. L’odio, la sopraffazione e la violenza citati dal Capo dello Stato sembravano essere stati sconfitti grazie al lungo periodo di pace vissuto dopo la sconfitta del nazifascismo, quantomeno in Italia e nell’Europa occidentale. Purtroppo però questa convinzione, illusoria se paragonata a quanto accadeva nel resto del mondo, s’è dissolta con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Da due anni un popolo nostro amico sta rivivendo le tragedie che gli italiani e gli europei avevano vissuto nel Novecento, a causa di altre intollerabili ideologie di sopraffazione. Milano, in coerenza con la sua storia di città Medaglia d’Oro della Resistenza, dirà sempre no a chi vuole schiacciare altri popoli, perché l’unica via verso il progresso dell’umanità è il dialogo, la condivisione, lo scambio e l’anelito verso la fratellanza.

Questa consapevolezza è figlia delle sofferenze vissute da comunità che hanno deciso di diventare milanesi, sviluppando il nostro patrimonio valoriale e rendendo sempre più convinto il nostro umanesimo e il nostro spirito d’accoglienza. Tanti dei 350 mila esuli dell’Adriatico orientale hanno ritrovato qui e in Lombardia una nuova casa, ed è anche per ringraziare queste persone che ogni anno Milano commemora il Giorno del Ricordo con convinzione.
Il dolore delle famiglie che avevano subito la tragedia delle foibe e il dramma di chi era stato costretto ad abbandonare la propria casa e il proprio lavoro per evitare le persecuzioni del regime di Tito spero siano stati leniti
 dall’accoglienza riservata loro da istituzioni e società civile.
È con questa certezza che oggi Milano fa memoria della tragedia delle foibe, con l’auspicio che nessun essere umano viva più questi drammi, e con l’obiettivo di rendere sempre più diffusa un’idea di società basata su diritti, apertura e tolleranza, in grado di portare progresso ed equità in ogni parte del mondo”.

Così il Sindaco di Milano Giuseppe Sala è intervenuto questa mattina in piazza della Repubblica alla commemorazione del Giorno del Ricordo.
edb

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