Più negozi di vicinato nei quartieri, il Comune ne favorisce la presenza

Cappello e Tancredi: “Agevoliamo artigianato e piccolo commercio nell’ottica della città di prossimità e con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita a tutti i milanesi”

Stimolare i processi di rigenerazione, di intere aree come di singoli edifici dismessi o degradati, accrescere la qualità urbanistica e valorizzare la qualità dello spazio pubblico, soprattutto le reti a vocazione pedonale nei quartieri. Con questi obiettivi la Giunta ha approvato una delibera volta a favorire e ad agevolare la presenza di piccoli esercizi commerciali e attività artigianali negli ambiti cittadini interessati da interventi di Rigenerazione urbana e nei nuclei storici esterni, da Baggio a Chiaravalle solo per fare alcuni esempi.  
Tutte aree di particolare interesse per l’Amministrazione in cui - come prevede il PGT - possono essere progettati interventi urbanistici-edilizi e iniziative sociali che includono la riqualificazione dell’ambiente costruito, la riorganizzazione dell’assetto urbano attraverso la realizzazione di attrezzature e infrastrutture, spazi verdi e servizi, il recupero o il potenziamento di quelli esistenti, il risanamento del costruito. In questa stessa scia si inserisce la volontà del Comune di favorire lo sviluppo e la diffusione di attività commerciali poste ai piani terra degli edifici, che possano contribuire a rivitalizzare il quartiere e a diventarne nel contempo presidio di sicurezza e socialità.  
Si tratta, in sostanza, dell’applicazione di alcune disposizioni (di cui all’art.15) delle norme di attuazione del PGT: i servizi privati, le attività artigianali, gli esercizi di vicinato e di somministrazione fino a 250 mq di SL, compresi gli interrati, i seminterrati e gli ammezzati se collegati con affaccio sul piano pubblico o di uso pubblico, vengono esclusi dal calcolo della SL, ovvero dall’obbligo di corrispondere gli oneri di urbanizzazione e i contributi dei costi di costruzione normalmente previsti, oltre a non determinare fabbisogno di servizi.  
La norma è attuabile sia in caso di nuova costruzione sia in caso di altra tipologia di intervento, anche con cambio di destinazione d’uso.  
Tra le condizioni necessarie, quella di convenzionare con il Comune l’eventuale corrispettivo canone di affitto dei locali, la gestione e la tipologia delle attività commerciali, la durata trentennale dello specifico atto di vincolo di destinazione funzionale sottoscritto da parte del proprietario dell’immobile e una durata del contratto di locazione non inferiore a 6 più 6 anni.  
“Quando si parla di rigenerazione urbana si intende un processo complesso e articolato che, oltre al recupero strettamente edilizio e alla relativa organizzazione infrastrutturale, deve guardare a tutti gli aspetti che concorrono alla rivitalizzazione e allo sviluppo dei quartieri, nell’ottica della città di prossimità e con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di chi li abita - dice l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi -. Significa verde, servizi, spazi pubblici pensati per la condivisione, scuole, e, come in questo caso, negozi di vicinato: favorirne la diffusione con gli strumenti a nostra disposizione è un elemento fondante di costruzione della vivibilità dei quartieri cittadini, che è poi l’obiettivo finale del nostro lavoro”. 
“Un nuovo tassello – spiega l’assessora allo Sviluppo economico Alessia Cappello – si aggiunge al quadro complessivo delle azioni che stiamo portando avanti per promuovere la nascita di nuove imprese e sostenere quelle già esistenti. Bandi come ‘Mi-15’, Crowdfunding civico o Prossima Impresa sono facce diverse della stessa medaglia: iniziative che intendono sostenere i negozi di vicinato, favorire i servizi nei quartieri, aumentare la competitività delle aziende provate dalle crisi pandemica ed energetica. Con questa delibera, il PGT offre a noi una nuova leva per rivitalizzare i quartieri nell’ottica di una città a 15 minuti e riconosce alle imprese del commercio e dell'artigianato un’agevolazione importante”.
Carlotta Novelli

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