Ridotte del 20% le emissioni di CO2 dei menù delle mense scolastiche di Milano ristorazione

Presentati i dati del World resources institute nella Giornata mondiale dell’alimentazione: Milano è la più sostenibile su 38 realtà esaminate, per l’equivalente di 940 milioni di pasti l’anno

In cinque anni, agendo sui menù scolastici, Milano è riuscita a ridurre del 20% le emissioni equivalenti di CO2. Si tratta del miglior risultato ottenuto a livello non solo locale, ma anche europeo e internazionale, tra i 38 aderenti all’iniziativa ‘Cool food pledge’, tutte realtà della ristorazione collettiva che preparano complessivamente 940 milioni di pasti all’anno.
A certificarlo è l’autorevole centro di ricerca internazionale World resources institute che, tramite l’iniziativa internazionale, analizza ogni anno gli acquisti di cibo delle mense scolastiche di Milano, nonché di grandi mense aziendali come quelle di Ikea, Bloomberg, Nestlè, Morgan Stanley, World Bank, Hilton Hotels, Max Burger, di mense ospedaliere a Boston, New York, Los Angeles, San Francisco e di mense universitarie come Harvard e Pittsburgh.
“In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, festeggiamo un grande risultato - ha commentato la vicesindaco Anna Scavuzzo, - raggiunto grazie all’intenso lavoro che abbiamo fatto sui menù scolastici con Milano ristorazioneIl Comune di Milano ha sviluppato una Food policy come eredità di Expo, orientata a migliorare l’accesso al cibo sano e sostenibile. Con il monitoraggio delle azioni della politica alimentare è stato possibile certificare in 5 anni la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 dei menù delle mense scolastiche”.

“Milano ristorazione sta attuando ogni giorno la Food policy attraverso un percorso virtuoso che le ha permesso di garantire un pasto sano, buono, giusto e sostenibile - ha affermato il presidente di Milano ristorazione Bernardo Notarangelo, - la continua innovazione e la ricerca nei menù ci ha permesso di sviluppare ricette gustose con ingredienti rispettosi dell’ambiente”.
Milano è stata la prima città ad aderire al programma, seguita da Toronto, Copenaghen e Ghent, per il quale tutti gli aderenti si sono impegnati a ridurre del 25% le emissioni dei propri menù entro il 2030, partendo con l’analisi dei dati del 2015. Milano si sta dunque confermando la più sostenibile, essendo riuscita in soli 5 anni a ridurre gli impatti ambientali meglio delle altre città, con solo 5,92 chili di CO2 ogni 1.000 kcal cucinate, contro una media europea di 10 chili di CO2 e internazionale di circa 25 chili di CO2.
A partire dal 2015 la città di Milano ha fatto un percorso virtuoso verso sistemi alimentari innovativi, che hanno garantito un migliore accesso a diete sane - ha commentato il direttore nutrizione dell’Organizzazione mondiale della sanità Francesco Branca.
Inoltre, sempre dal 2015 al 2019, è stato introdotto un progressivo aumento degli acquisti biologici: uova, pasta, pane integrale (una volta alla settimana e una settimana al mese), frutta, carote (che sono anche diventate il contorno in più ricette), muffin alla mela, banane equo solidali. Il menù è progressivamente cambiato anche attraverso l’aumento di prodotti e alimenti vegetali, la riduzione della carne rossa (manzo e maiale), che è stata sostituita da legumi, pollame e uova, e l’eliminazione di sali aggiunti per gli asili.

“Grazie alla Food policy promossa dal Comune di Milano e dalla Fondazione Cariplo - ha dichiarato Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo, -abbiamo migliorato l’offerta alimentare nelle scuole di Milano. Il tema dell’alimentazione dei bambini ci sta molto a cuore perché costituisce una delle prime condizioni di uguaglianza, di educazione e di costruzione di opportunità. La scuola e le mense scolastiche sono infatti uno degli strumenti più forti per offrire a tutti i bambini la possibilità di avere un cibo più sano e un’educazione alimentare. I dati che emergono dallo studio dimostrano che, oltre al valore educativo e per la salute, il miglioramento dell’alimentazione ha anche un importante risvolto ambientale”.

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