Giuseppe Saronni: Il mio Mondiale e quello che verrà

“Al Mondiale in Australia gli azzurri potranno contare su una squadra compatta. Sulla carta non avremo un leader, ma il ciclismo è talmente difficile che potrebbero crearsi delle opportunità per i nostri ragazzi. Ed è quello che mi auguro. Sarebbe il sogno di tutti i tifosi perché da tanto tempo non vinciamo il Campionato del mondo”.
Lo ha detto Giuseppe Saronni, indimenticato campione lombardo di ciclismo, in un’intervista a ‘Lombardia Notizie Online’, giovedì 22 settembre a margine della presentazione del 
‘Trittico della Regione Lombardia’, che si è tenuta in Regione.

Nell’intervista Saronni ha ricordato il 40esimo anniversario dal successo al Mondiale di Goodwood.
“L’arrivo di quella vittoria – ha detto Saronni – si rivede spesso in molte occasioni, nelle premiazioni o nelle feste, ed è sempre con grande emozione. Si rivede con piacere non solo perché è una vittoria a un Mondiale, ma perché è una volata vinta per distacco. L’unico problema è che sono passati, anzi volati, 40 anni: sembra impossibile ma è così. Comunque, sono sempre ricordi bellissimi”.

Il Trittico della Regione Lombardia

Saronni ha commentato anche l’evento presentato oggi a Palazzo Lombardia, ovvero le tre corse (Coppa Agostoni, Coppa Bernocchi e Tre Valli Varesine) che dal 29 settembre animeranno le strade lombarde. “Sono gare storiche per il nostro territorio, a cui hanno sempre partecipato grandi campioni. L’appello agli appassionati e non è quello di seguirle con attenzione”.

Il Giro di Lombardia

Un altro grande appuntamento per il ciclismo internazionale è in calendario l’8 ottobre con il Giro di Lombardia, classica ‘monumento’ che figura tra le vittorie più importanti nella carriera di Saronni.
“Il Giro di Lombardia – ha spiegato Saronni a ‘Lombardia Notizie Online’ – era la corsa che andavo a vedere da bambino e che sognavo di vincere. L’ho vinta addirittura con la maglia di campione del mondo. Una corsa che ho sempre amato. Per un corridore lombardo il Giro di Lombardia è la prima corsa che ama e che vuole vincere. C’è anche la Milano-Sanremo certo, ma il Giro di Lombardia è la nostra corsa sui nostri territori. Ce l’ho fatta ed è stata una grande soddisfazione”.

Il futuro del ciclismo

“Un nome per il futuro del ciclismo italiano – ha detto Saronni – è difficile farlo. Ci sono tanti giovani capaci che però devono crescere molto. Dobbiamo lavorare sui ragazzi, sulle società di base perché lì nascono gli atleti di domani. Avremo sicuramente ancora dei talenti”.

doz

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