Parte dalla Lombardia il ‘treno sanitario’: posto per 21 pazienti intubati

Presidente Fontana: vero e proprio ospedale mobile che può arrivare ovunque ce ne sia bisogno

Parte dalla Lombardia il primo treno sanitario dedicato all’emergenza Coronavirus.
https://youtu.be/eX5Wz0qDY3I
È stato presentato alla Stazione Centrale di Milano dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, affiancato dall’assessore al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, dall’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi e dal direttore generale dell’Agenzia Regionale per l’Emergenza Urgenza (AREU), Alberto Zoli.

treno sanitario esterno

Cos’è un treno sanitario
Il treno sanitario è un convoglio che consente di trasferire e curare i pazienti con personale sanitario dedicato su carrozze equipaggiate con specifiche attrezzature mediche.
Il convoglio, che sarà impiegato a servizio del Paese per emergenze e calamità, è stato realizzato da Trenitalia (Gruppo FS Italiane) nelle Officine Manutenzione Ciclica di Voghera in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e dell’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia (AREU). 
Il treno può avere la funzione di trasporto pazienti verso altre zone d’Italia o all’estero per alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere, oltre a rappresentare un’integrazione al servizio sanitario territoriale per la gestione delle emergenze, in caso di utilizzo come Posto Medico Avanzato. L’utilizzo del treno è definito da una convenzione sottoscritta da Trenitalia, Dipartimento della Protezione Civile e AREU.

treno sanitario

Presidente Fontana: potrà arrivare ovunque ce ne sarà bisogno

Un'”ottima iniziativa” secondo il presidente Fontana, frutto della “collaborazione fra istituzioni, Areu, Protezione civile e Trenitalia che consentirà di attivare “un vero e proprio ospedale mobile che può arrivare ovunque ce ne sia bisogno”.
“Ognuno degli attori in campo - ha continuato il governatore - ha messo del suo e, insieme, abbiamo creato qualcosa che è già un modello”. L’auspicio è quello che “non ce ne sia mai bisogno, ma ancora una volta è la dimostrazione che la qualità in Lombardia non manca mai e che la collaborazione porta risultati eccellenti”.

Assessore Foroni: anche in questo caso protezione civile protagonista
“Questo treno - ha aggiunto Foroni - è stato pensato per dare concretamente una mano a tutto il sistema della protezione civile. Uomini e donne da sempre in prima linea quando si tratta di dare una mano in caso di emergenza come sto constatando in questi giorni andando a visitare i centri vaccinali che stiamo predisponendo su tutto il territorio lombardo”.

Ad Trenitalia, Luigi Corradi: massimo supporto per agevolare i trasporti

treno sanitario“Le Ferrovie dello stato - ha spiegato Luigi Corradi - hanno dato il massimo supporto per conciliare il problema della mobilità ed evitare rischi nel trasporto. È un convoglio che può spostarsi in tutta  Italia dove servono posti di terapia intensiva o se non ci sono servizi attrezzati o per spostare pazienti da un punto all’altro dell’Italia. Il nostro impegno con Areu è di continuare a usare il Treno quando ce ne sarà bisogno”.

Direttore Areu, Alberto Zoli: vera e propria rianimazione viaggiante

Il direttore dell’Areu Alberto Zoli ha invece ricordato la genesi di questo treno. “Un anno fa - ha detto - abbiamo avuto l’idea di un treno con queste caratteristiche perché necessitavamo di un mezzo diverso dall’aereo in una situazione molto critica.  A marzo abbiamo trasferito 120 pazienti intubati e ventilati, di cui 80 in altre Regioni d’Italia e 40 in Germania. Ad oggi, sono invece 30 i pazienti trasferiti da Brescia in altre province della Lombardia”.
“È una vera e propria rianimazione viaggiante - ha sottolineato - che può diventare anche un Posto Medico Avanzato. Non è uno spreco, perché le attrezzature e soprattutto il personale sono ordinariamente impiegati nel servizio di soccorso sul territorio”.

Un grazie speciale alla fondazione Elisabetta Franchi

“Un grazie speciale, - ha concluso Zoli - va alla Fondazione ‘Elisabetta Franchi’ che ha donato 260.000 euro che hanno consentito di dotare il treno sanitario degli indispensabili strumenti salvavita”.

Il treno sanitario, com’è fatto

Il treno è costituito da otto carrozze e due locomotori posizionati alla testa e alla coda del convoglio.

Le carrozze sono così suddivise:
- tre carrozze sanitarie con posti letto di terapia intensiva per pazienti ventilati in modo invasivo;
- due carrozze tecniche necessarie per il funzionamento delle apparecchiature medicali e, in particolare, per ospitare i gruppi elettrogeni che creano un sistema indipendente di alimentazione delle dotazioni sanitarie;
- due carrozze di cui una con posti letto per il personale e la seconda predisposta per il coordinamento tecnico-sanitario e per l’area filtro necessaria per il passaggio tra l’area pulita e l’area operativa;
- una carrozza magazzino per il trasporto di tutti i materiali e dei dispositivi medici.

Principali caratteristiche del treno
Il convoglio è stato progettato per offrire un livello di assistenza sanitaria fino alla terapia intensiva, anche in biocontenimento, con la possibilità di integrare altre carrozze con ulteriori funzioni medico-sanitarie.
Ognuna delle tre carrozze sanitarie può trasportare fino a sette pazienti per un totale di 21 postazioni disponibili. Queste carrozze sono gestite da personale sanitario specializzato, personale tecnico-logistico e di direzione per un massimo di 45 operatori.

Attrezzature sanitarie

Il treno ha un’attrezzatura minima necessaria a gestire qualsiasi tipo di emergenza o calamità così composta:
- 21 ventilatori polmonari; - 1 ecografo; - 2 emogas analizzatore; - 21 fra monitor, aspiratori e altre attrezzature; - 3 postazioni di monitoraggio.

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