REGIONE LOMBARDIA: LOTTA ALL'EPATITE C

Un convegno per fare il punto sulla situazione

Nella giornata di martedì 9 luglio, Palazzo Pirelli ha ospitato un convegno dal titolo "Epatite C: stato dell’arte e modelli per l’emersione del sommerso" al quale hanno partecipato le Istituzioni, gli esperti del SIMIT (Società italiana di Malattie Infettive e Tropicali) con il presidente Massimo Galli e i rappresentanti dei pazienti.

Dall'incontro è emerso che i farmaci per combattere l'epatite C, una delle principali cause di malattia e mortalità correlate al fegato, hanno raggiunto un livello di efficacia tale da garantire la guarigione nel 97% dei casi trattati.

Questo discorso vale però solo per quanti, con diagnosi di malattia, si sono rivolti ai centri ospedalieri della Regione. Resta, però, una zona d'ombra importante che riguarda i pazienti che non sanno di essere portatori del virus. Tra questi i tossicodipendenti che assumono stupefacenti per via endovenosa e le popolazioni carcerarie, per citare due tra le categorie più esposte alla malattia.

Dal convegno è emerso che per individuare queste popolazioni sommerse, comprese tra le 100mila e le 240mila persone, è fondamentale il ruolo del medico di medicina generale in virtù della sua presenza sul territorio e della sua conoscenza dei pazienti per individuare i soggetti da avviare alla cura.

In Lombardia si stima che al 2014 erano seguite presso i centri ospedalieri della regione circa 40mila persone con infezione da HCV. A marzo 2019 risultavano trattati, o in trattamento, più di 35mila pazienti.

Antonella Di Vincenzo