LA TOLLERANZA DI ALCUNI NOSTRI GIORNALI VERSO GLI INTOLLERANTI

- Finirà a manganellate, come è giusto che sia. -
- Associazione islamica sono peggio dell'isis -
- Una bella serie di manganellate e tutto finisce... altrimenti passare a vie più convincenti. -
- Che ci provassero... vedrebbero di cosa siamo capaci... poveri comunisti! -
- questi stron.zi stanno giocando divertedosi con la politica guardate come ridono come degli ebeti dementi. -
- non HO IL DIRITTO DI ESSERE ASCOLTATO. A schiaffoni vi prendo. -
- Dietro ad ogni sardina c'è uno sgombro. Okkio, tirate la corda ma non troppo. Fate quel che volete calmi e tranquilli, ma se cominciate a dire VOI NON AVETE DIRITTO, finisce a schiaffoni. -
- Guerra civile subito ed epurazione di sardine ed escrementi simili oltre che del resto -
- Nel 1922 e' l'unico periodo in cui l'Italia ha funzionato invece come fosse andata dal 1940 a 1945.
- In quel periodo e andata male per tutti.
Studia la storia idiota
- Dopo quel periodo I cattocomunisti hanno portato il Paese allo sfascio
Mentre I paesi Che si Sono liberati del COMUNISMO Sono fioriti
- I tuoi amici hanno fatto molti piu danni
- Quelle merde dei partigiani comunisti Sono solo stati piu bravi a coprire I loro krimini e a mistificare la storia
- Non me ne frega niente del reato di apologia del fascismo. Prima o poi Ci libereremo anche noi della sinistra criminale -

Questi i commenti di alcuni lettori de “Il Giornale” in riferimento ai numerosi articoli e editoriali sempre e comunque contro le sardine.
Le manganellate sono scomparse dopo circa 24 ore ma tutto il resto è rimasto, compresi gli schiaffoni, gli insulti, le non velate minacce, la fiera dichiarazione di appartenenza e la sgrammaticatura da età pre scolare. L’aspetto interessante risulta essere proprio l’eliminazione della parola manganello; troppo esplicita e evocativa di un ventennio che in molti disprezzano e, come abbiamo letto, in troppi rimpiangono. Meglio volare basso e tenere solo gli schiaffoni che riecheggiano di una nostalgica educazione alla padre padrone o un simpatico film di Bud Spencer e Terence Hill. Tutta un’altra cosa la violenza a mani nude!
Sfuggono le linee guida di moderazione per i forum di questo quotidiano nazionale che, per carità, adempie al suo ruolo di giornale di destra con zelo e dedizione. Cosa sia passabile o meno non risulta chiaro.
Tuttavia, un fascista nostalgico che imporrebbe il proprio pensiero a manganellate o, sul fronte opposto, un comunista che rimpiange Lenin e l’Unione Sovietica sono almeno riconoscibili; intasano di continuo la social cloaca maxima e i siti dei nostri giornali.
Certo, questa illusoria democrazia digitale ci ha sdoganato commenti dei quali avremmo potuto fare a meno ma, almeno, la stupidità, la brutalità e l’insipienza risultano subito evidenti.
Social media e forum costituiscono il definitivo strumento di controllo delle masse. Offrono una fittizia partecipazione o appartenenza, consentendo e legittimando sproloqui e frustrazioni di ogni sorta (noi italiani siamo dei campioni), e, al contempo, forniscono ai poteri forti un alleato o alibi perfetti; secondo necessità, possono sfruttare gli estremismi per perorare la propria causa o, in caso di superamento di una certa soglia, scaricarli asserendo che non li rappresentano.
Il confine è labile e estremamente pericoloso, soprattutto in un paese come l’Italia dove coerenza e congruenza sono sepolte dalla secolare sabbia dell’interpretazione: “Sono stato frainteso” o “Era solo una provocazione”.
Oggigiorno le parole sono adoperate più per effetto che per significato: termini come fascista, nazista, comunista, radical chic (mai capito a quali parametri sociologici questi ultimi corrispondano) riempiono le bocche e svuotano i cervelli.
L’acquario digitale dove siamo ben felici di essere intrappolati perché convinti di essere liberi, libero non è mai stato. Siamo come pesci in un vivaio, sfruttati per il nostro numero e immediatamente sostituibili. Convinti di dare un contributo alla causa, qualsiasi essa sia, con le nostre scempiaggini e le nostre pulsioni, senza accorgerci che siamo pronti a essere serviti come piatto del giorno.
Le barriere della decenza sono state abbattute da un pezzo e l’incontinenza verbale regna sovrana. Ma gli estremisti ci sono; sono facilmente distinguibili e immediatamente identificabili. Eppure, nel paese dove frustrazioni personali e intolleranza verso chiunque non la pensi come noi hanno assunto proporzioni endemiche, la tolleranza per questi soggetti risulta alquanto elevata. Il colosso Facebook è chiamato di continuo a chiudere pagine che traboccano di post inammissibili: anche le sardine, seppur per breve tempo, hanno visto oscurata la propria pagina. E i siti dei nostri giornali? Oltre a essere soggetti al proprio tornaconto a chi devono rendere atto? Si spererebbe almeno alla lingua italiana e al legame tra significante e significato ma così non è. Perché molti dei commenti riportati in principio lasciano poco addito al dubbio e continuano a essere accettati. Non esiste nulla di peggio di un estremismo che tenta di indossare la maschera della morigeratezza.

Riccardo Rossetti

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

DIMAGRIRE

di Claudio Dianese
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni