IL MANIFESTO CINEMATOGRAFICO CERCA CASA

Milano, tra aree da riqualificare ed edifici inutilizzati, saprà trovare casa a 150.000 manifesti?

Un’ottantina di musei di varia natura, da quelli del Castello Sforzesco a quello della Macchina da scrivere, si sono aperti alla città nella intensa tre giorni della Milano MuseoCity 2019, proponendo visite guidate, laboratori per bambini, conferenze.
All’appello è mancato il Museo del Manifesto Cinematografico-Fermo Immagine che non ha più una sede, dopo un breve soggiorno in via Zuretti, seguito al trasloco forzato dalla vecchia sede di Via Gluck, dove han costruito un palazzo: “là dove c’era il Museo del Manifesto Cinematografico ora c’è …”. Ma, tant’è. Il Museo del Manifesto Cinematografico vanta un patrimonio di 150.000 tra locandine, manifesti e fotobuste. In proposito, al fine di rendere maggiormente fruibile ai visitatori le ricchezze del museo, è stato avviato un certosino lavoro di digitalizzazione e catalogazione. La collezione museale ha opere di oltre centoquaranta disegnatori italiani. Accanto a nomi famosi come Renato Casaro (Balla coi lupi, Terminator 2-Il giorno del giudizio) o Anselmo Ballester, vero e proprio precursore del cartellonismo cinematografico, sono state rinvenute opere di autori minori, alcuni dei quali sconosciuti e identificabili solo dalle firme. Da segnalare anche il rapporto con il territorio, grazie anche alla disponibilità ad accogliere iniziative di associazioni locali (anche gli studenti di un corso di laurea della Facoltà di Architettura del Politecnico, che avevano curato un’interessante iniziativa per Greco, sostennero il relativo esame proprio nella vecchia sede di via Gluck). Ma, si fa di necessità virtù: adesso, viste le ristrettezze dell’attuale sede di via Zuretti, è stata avviata una interessante collaborazione esterna con l’ITSOS Albe Steiner di via San Dionigi (cinema, tv, grafica, fotografia), con la nascita all’interno dell’istituto di un museo con un’esposizione di manifesti cinematografici. Per gli studenti costituisce un motivo di ricerca, studio e progetto per la loro formazione interdisciplinare, ma, contestualmente, il museo si pone come importante elemento di valorizzazione del territorio.
Ciò premesso, il Museo del Manifesto Cinematografico è in cerca di una nuova sede in grado di accogliere tutte le sue ricche collezioni, anche nella convinzione che il museo sia un fiore all’occhiello per la città di Milano e che presto le istituzioni saranno in grado di sostenerne la rinascita trovando un’adeguata collocazione. Sarà così?

Irma Surico
Associazione 4 Tunnel

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