SCRIVERE NON È UN'IMPRESA LEGGERA MA SE FATTA CON AMORE È DI CERTO LEGGIADRA

Ma se fatta con amore è di certo leggiadra

Sabato nove marzo si è svolto al Teatro Maggiore di Verbania un incontro con gli scrittori Alessia Gazzola e Guido Anselmi. Il Teatro Maggiore prende il suo nome dall'omonimo lago sul quale si affaccia, ed è una costruzione imponente che esteticamente ricorda enormi corolle di fiori disegnate da Jacovitti per le sue storie di fantascienza. Alla fantascienza fa pensare anche l'enorme edificio che richiama alla mente un'astronave aliena sbarcata sulla Terra per conquistarla o gemellarla con pianeti lontani. In realtà gli alieni siamo noi terrestri, e le vicende che scorrono sotto i nostri occhi quotidianamente stanno a dimostrarlo. Per cui è difficile che civiltà spaziali, definite sempre più intelligenti di noi terrestri, decidano di gemellarsi con noi. Ad aprire gli incontri con Alessia Gazzola e un ricordo di Alessandra Appiano in chiusura, è la sindaca di Verbania Silvia Marchionini. 
Chandler scriveva, in "Finestra sul vuoto", a proposito di una donna, che "a trenta passi di distanza era un tipo di gran classe. A dieci passi, aveva l'aria di un oggetto fabbricato per essere guardato a trenta passi di distanza". Con la sindaca è il contrario. Se da lontano ci perde, da vicino ci guadagna per la grazia dei suoi begli occhi e del viso grazioso. Silvia ci ringrazia per la nostra presenza, scusandosi del fatto che la scrittrice Alessia Gazzola ancora non è arrivata perché ha perso il treno che da Milano l'avrebbe portata a Verbania. Probabilmente da Verona dove abita deve avere preso il treno per Milano che: in poco più di un'ora, porta alla stazione Centrale. Dopodiché è salita - come lei stessa dirà - per sbaglio sul treno per Torino e quando le è stato fatto notare che era salita sul treno sbagliato poiché doveva prendere invece quello per Domodossola (dove, ironia della sorte, ha ambientato il suo recente romanzo "Il ladro gentiluomo") ma quel treno era già partito. Allora è scesa al piano terra per salire su un taxi che l'ha portata a Verbania. Ad aprire le danze, è stato Guido Anselmi, che è coautore insieme a Franco Forte di un romanzo sulla figura di Romolo, un ingegnere calabrese che lavora ad Ispra e con cognizione di causa parla della figura del fondatore di Roma dopo che tanti altri suoi colleghi hanno parlato degli affondatori della Roma moderna. Risponde anche cortesemente alle domande poste dai presenti e a quelle di un solenne trombone che ne pone una mezza dozzina a lui e ad Alessia Gazzola, nel frattempo approdata in sala. Il bello è che l'amico esordisce dicendo che sia dell'una sia dell'altro non ha letto nulla, ma gli piace come hanno parlato. La scrittrice risponde - e con lui Anselmi - alle domande del grand'uomo al microfono della scrittrice di Intra Mariangela Camocardi, autrice di alcuni romanzi storici ambientati in prevalenza sul lago Maggiore. Se Gesù farà sedere alla sua destra in paradiso uno dei ladroni crocifissi con lui sul Golgota, il padreterno che condivide la fila con un povero cristo quale il sottoscritto è invece lui a crocifiggere i suoi interlocutori. Fra le domande postele dalle donne in sala la scrittrice siciliana trapiantata da Messina a Verona come un caldo fiore del Sud in fertile terra del Nord risponde, alla proposta di qualcuna delle sue lettrici di ambientare la prossima storia di Alice Allevi a Verbania, che questa pur bella località non è l'ambiente giusto per far muovere Alice, la quale ha sempre agito a Roma. Inoltre, non sa ancora quando e se la coppia Alice- Claudio ritornerà. Per ora, tornerà lei: Alessia, in libreria a maggio, con un nuovo romanzo ambientato in un'isola che non è l'Isola dalla quale lei proviene e che si intitolerà: "Lena e la Tempesta." Dopo una mezz'ora di dialogo con la gente in sala, eccola pronta per un'altra mezz'ora circa a firmare copie dei suoi libri o foto che metteno in risalto due splendidi occhi verdi dalla luce intelligente e profonda. Quando esco dall'imponente edificio che sembra disegnato da Botero, gonfio com'è, un taxi bianco della città di Milano con sulle fiancate il numero 40-40 è fermo in attesa. Probabilmente della scrittrice messinese ex medico legale e ora scrittrice a tempo pieno, nonché madre e moglie. Se a Verona che la sta attendendo c'è la famosa arena nella quale si scende per esibirsi in spettacoli d'opera o di musica leggera, nelle librerie e nelle biblioteche ci sono varie piccole arene dove salgono scrittori di varia grandezza per cantare anch'essi le lodi ai propri libri, le cui pagine risultano sempre scritte con amore e fatica, perché scrivere è impresa di certo non leggera sebbene: se fatta con amore, di certo leggiadra. 

Antonio Mecca

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