CONDANNATO IMAM VIA CAVALCANTI

Ora il Comune metta i sigilli

Anche la Cassazione ha confermato che Abu Hanif P., primo rappresentante della Bangladesh cultural and welfare association, ha commesso un reato edilizio penale quando ha commissionato i lavori per trasformare un magazzino accatastato C2 (senza permanenza di persone) in luogo di culto, senza ottenere alcun permesso dal Comune.

Una condanna esemplare, merito dell’azione legale portata avanti dai cittadini del civico 8 di via Cavalcanti, che evidenzia ancora una volta quanto dicevamo da tempo: quella moschea abusiva deve chiudere!”

Le regole vanno rispettate da tutti, anche dalla comunità musulmana. Non si può infatti tollerare che un luogo adibito a magazzino senza vie di fuga o condotti di areazione venga utilizzato come spazio di ritrovo da centinaia di persone o addirittura come sede di una sorta di scuola estiva per bambini musulmani. Tutto ciò ovviamente alimenta i rischi per la sicurezza delle persone che usufruiscono abusivamente di questo spazio, a partire dai più piccoli e da tutti i cittadini residenti nello stabile. Una situazione lasciata totalmente allo sbando dall’amministrazione comunale che ora è chiamata a intervenire al più presto per ristabilire legalità e sicurezza nel quartiere.

 Dopo la condanna all’imam, il Comune non può più nascondersi e la sinistra è chiamata ad agire immediatamente per porre i sigilli al magazzino che ogni giorno mette in pericolo centinaia di cittadini, come già avrebbero dovuto fare facendo rispettare la legge e i regolamenti comunali. 

Samuele Piscina 

Presidente del Municipio 2

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