DA REGIONE LOMBARDIA LEGGE URBANISTICA OBSOLETA

CHE PENALIZZA L’INTERESSE PUBBLICO. A PARTIRE DA MILANO

Il suolo è un bene essenziale alla vita e non rinnovabile, un patrimonio comune preziosissimo da cui dipendono la produzione di cibo, come la mitigazione del clima e del dissesto idrogeologico. Per questo l’edilizia e l’urbanistica del futuro puntano a preservare il territorio e a rigenerare immobili e aree inutilizzati. Criteri a cui si è ispirato il Comune Milano per il suo nuovo Piano di Governo del Territorio. Fortemente voluto dall’assessore Maran, è frutto di un lungo percorso di studio e confronti grazie al quale bilancia i diversi interessi coinvolti con buone regole su verde, indici edificatori, edilizia convenzionata, housing sociale e rigenerazione degli edifici abbandonati.
Peccato che pochi giorni dopo il varo del piano la Regione Lombardia abbia approvato, praticamente senza confronto pubblico, una norma urbanistica che adotta modelli e criteri del passato. Penalizzando fortemente la città di Milano, insieme agli altri comuni virtuosi, con oneri di urbanizzazione più bassi, che si traducono in minori fondi a disposizione dell’amministrazione per realizzare servizi come strade, scuole e verde pubblico che rendono migliore la qualità della vita dei cittadini. Come se non bastasse la legge regionale prevede un aumento dei volumi edificabili e più tempo concesso ai proprietari per la rigenerazione degli immobili abbandonati. Un bel favore a costruttori e immobiliaristi a svantaggio di cittadini e interesse pubblico  firmato dalla Regione a trazione leghista guidata da Fontana. Un esempio di quello che proprio non andrebbe fatto in urbanistica e in edilizia".
Così in una nota congiunta la deputata del PD Lia Quartapelle e Rossella Muroni già presidente Legambiente e vicepresidente commissione Ambiente. 

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