I MIGRANTI: UNA QUESTIONE EUROPEA

"Se non dotiamo l'Europa di strumenti per intervenire e governare i fenomeni migratori, i casi di cronaca riprodurranno sempre le stesse modalità e le solite domande: cosa fa l'Europa, dov'è l'Europa? Qui si gioca una partita decisiva, il trasferimento di potere. Dobbiamo mettere l'Unione in condizione di occuparsi dell'immigrazione come di altri temi".
"La proposta del Parlamento europeo, votata nel dicembre 2017 e mai discussa dai governi dà degli strumenti. Dice per esempio che chi arriva in Italia, a Malta o in Grecia arriva in
Europa. L'immigrazione è una questione epocale e il Consiglio deve riprendere in mano la nostra proposta. Ci sono buone idee per non lasciare soli i Paesi. Il richiamo alla riforma di Dublino ci ricorda anche che i governi sono spesso sordi alle sollecitazioni del Parlamento".
Salvare le vite in mare è un dovere e chi lo fa non può e non deve essere perseguito. Nel caso della Sea Watch ci sono tuttavia profili giuridici ancora aperti e spetta alla magistratura italiana verificarli e dire l'ultima parola".
"Serve un patto politico fra le istituzioni. E credo che la proposta di una conferenza inter-governativa sugli strumenti della democrazia europea possa essere utile. Lavoriamoci. Il terreno è fertile. Si può fare in modo che questa legislatura perfezioni non solo il sistema degli Spitzenkandidat, ma anche per esempio il potere di iniziativa del Parlamento, ancora troppo debole. Il momento è quello giusto. Dobbiamo essere creativi perché toccare i trattati è complesso".
"Serve una partecipazione più larga di tutti. Ecco perché riflettere sugli strumenti della democrazia europea può consentire di dare un ruolo da protagonisti anche ad altri Paesi e altre regioni. La riflessione che propongo di cominciare sin dall'inizio di questa legislatura ci può portare a un'Europa più unita, rappresentativa e in grado di decidere. Il risultato delle elezioni e il mese trascorso dopo il voto ci segnalano l'urgenza di mettere le mani sui meccanismi di funzionamento dell'Unione".

Sono parole dette dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, riportate in una precedente intervista del Corriere della Sera e pervenuteci dalla segreteria del pd milanese.

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