INVESTIMENTI, LA BENZINA DELLO SVILUPPO

di Folco Portinari*

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha pronunciato più volte la parola "investimenti" nei due discorsi con cui ha chiesto la fiducia al parlamento (camera e senato) all'inizio di settembre. Parola di circostanza o autentica ricetta per lo sviluppo? Non c'è dubbio: la seconda. Lo aveva intuito il padre della moderna scienza economica, lo scozzese Adam Smith, con "La Ricchezza delle Nazioni" (1776) ma sopratutto lo aveva ben spiegato l'inglese John Maynard Keynes, straordinario economista del '900 che con il "Trattato sulla moneta" aveva raggiunto una grande notorietà. Gli investimenti per Keynes sono il motore della ripresa. Per uno Stato, sosteneva Keynes, è conveniente spendere in investimenti pubblici, perché attraverso il cosiddetto moltiplicatore l'effetto finale sul Pil di quello Stato sarà maggiore rispetto alla spesa iniziale.

Senza fare lezioni di teoria economica, guardiamo all'Italia in modo empirico. I lettori di VivereMilano con più esperienza alle spalle si ricordano di Amintore Fanfani: l'uomo politico toscano salì in cattedra a soli 26 anni proprio grazie al lavoro fatto per far conoscere il Trattato di Keynes. Ed ha infatti improntato la sua azione politica a un deciso keynesianesimo. Chi ricorda il piano case di Fanfani degli anni '50? O la riforma agraria? E soprattutto: la spinta alla nascita dell'Autostrada del sole e all'Alta velocità ferroviaria. Quella attuale Napoli-Roma-Milano-Torino fu annunciata nel 1991, dal Governo Andreotti (l'ultimo). Ma proprio in quell'anno era già stata completata l'Alta velocità nella tratta Roma-Firenze, con fermata Arezzo. Tratta (e fermata) volute proprio da Fanfani, anche per avvicinare a Roma la sua Arezzo (era di Sansepolcro e fino alla nomina a Senatore a vita nel 1972 veniva eletto alla Camera nella circoscrizione Arezzo-Siena-Grosseto). Ecco: l'Autostrada del Sole, la Tav. Oggi si può partire in treno da Milano per Roma la mattina e tornare a Roma la sera dopo aver lavorato tutto il giorno nella Capitale.

Gli investimenti nelle infrastrutture sono l'anima dello sviluppo. Anche questo governo si giocherà il futuro sulla capacità di creare un ambiente favorevole agli investimenti in infrastrutture. Ma a patto che siano moderne.  Oggi cruciali sono, oltre alle materiali, quelle immateriali: le reti digitali, il capitale umano (la formazione, le scuole), la ricerca e la sanità, il clima. Forza, e in bocca la lupo.



*Banchiere fiorentino del XIII secolo. Padre di Beatrice, musa ispiratrice di Dante Alighieri