NOSTRA SIGNORA DELLA MONETA

di Folco Portinari (Banchiere fiorentino del XIII secolo. Padre di Beatrice, musa ispiratrice di Dante Alighieri)

Da lunedì 4 novembre Christine Lagarde è la nuova presidente della Banca centrale europea (BCE). La Lagarde, 63 anni, succede all'olandese Win Duisenberg, al francese Jean-Claude Trichet e all'italiano Mario Draghi. Prima donna quindi a guidare la banca centrale dei 19 Paesi dell'Unione europea che aderiscono all'euro, la Lagarde avrà nei prossimi sette anni poteri enormi, ma anche enormi responsabilità. Con la nascita dell'euro, è bene ricordarlo, la BCE è diventato l'istituto di emissione (batte moneta, cioè decide quanti euro mettere in circolazione), gestisce la politica monetaria (cioè il livello dei tassi di interesse) e ha il compito di vigilare le prime 116 banche dell'euroarea (18 quelle italiane). Tutto ciò, per quanto riguarda la politica monetaria, in un'era di tassi primari negativi: una situazione sconosciuta agli economisti fino a una manciata di anni fa.

Ma chi è Christine Lagarde? Francese, studi a Le Havre e Parigi, è di formazione una giurista, che ha lavorato a lungo per il mondo anglosassone: Washington, Bruxelles. E poi ministro in Francia, più volte, da ultimo dell'Economia. Prima di decollare verso Washington, alla prestigiosa direzione del Fondo monetario internazionale (FMI), dove tradizionalmente siede un europeo.

Dall'FMI alla BCE il passo sembra breve. Eppure è assai lungo: il ruolo del Fondo nato con gli accordi di Bretton Woods del 1944 che hanno disegnato la fisionomia dell'ordine finanziario post-bellico è diverso da quello stringente e sotto i riflettori della BCE. Il carattere, alla Lagarde, non manca. Ora deve cimentarsi anche con l'esercizio del potere decisionale, che ancorché assunte in BCE in modo collegiale, hanno nel presidente il fulcro finale. In bocca la lupo, Christine.