I TITOLI DI MARZO ALL'ELFO
- 21 marzo 2019 Spettacolo
L'acrobata - Che cosa vuol dire allevare un figlio alle idee di libertà e di giustizia, se poi lui vive così intensamente le tue stesse idee da lasciare tutto e tutti e giocarsi la vita? Tratto da un romanzo autobiografico di Laura Forti, L'acrobataricostruisce la vita tragica e avventurosa di suo cugino José, “Pepo”, ucciso in Cile nel 1986 per aver attentato al dittatore Pinochet, ed è anche un intenso omaggio alla madre di Pepo e a tutte le madri che hanno perso un figlio perché ha scelto di morire per un ideale. Storia e memoria s'intrecciano nel racconto di questa donna, della sua famiglia, di suo figlio e di suo nipote. Lo spettacolo di Elio De Capitani ci guida in un viaggio, concreto e al tempo stesso onirico, attraverso tre continenti, tre dittature e tre fughe, evocate dalle suggestive proiezioni video di Paolo Turro, alle quali si intona armoniosamente la recita dei due attori, Cristina Crippa e Alessandro Bruni Ocana calati nei loro personaggi fino a lasciare posto alla vita vera, a qualcosa di necessario e toccante..
Il Sogno di una notte di mezza estate Il testo è di Shakespeare, ma quello dell’Elfo è uno spettacolo-festa, in cui si celebra la libertà di abbandonarsi al piacere del racconto, esaltando il gioco di simmetrie barocche e di abili incastri che fanno di questa commedia uno stupefacente congegno per il divertimento. con cui generazioni di spettatori hanno iniziato ad amare il teatro. È un pezzo di storia per la Compagnia, cambiato dal “dark” del 1986 alla cifra stilistica nuova del 1997, riuscendo però a restare fedele a un linguaggio teatrale personale pieno di forza e di tracce e citazioni del passato.
In questa ulteriore versione, De Capitani si diverte a esasperare e rivitalizzare con freschezza tutti i cliché teatrali, esaltando la dimensione del teatro nel teatro, le ambiguità tra il sogno e la realtà, la sarabanda degli incantesimi e delle illusioni.
Il senso di felice sagra, impresso all’azione dalla scena, tutta teli e sipari da circo, si rivela ideale per esprimere i diversi piani del plot, dove il mondo degli elfi è il risvolto notturno, sfuggente della corte di Teseo, e la recita degli artigiani ne incarna il controcanto grottesco. Elio De Capitani, con una regia dal tocco leggero, riesce ad amalgamare ogni segmento, che appare in felice armonia con gli altri: la tenerezza va di pari passo con lo sberleffo e l’ironia ben si accorda con il mistero. Nel continuo ricambio generazionale, per il ruolo di Bottom, De Capitani passa la mano a Marco Bonadei, che affianca Luca Toracca, Corinna Agustoni e Lorenzo Fontana, presenze storiche indispensabili a capitanare il gruppo dei comici.
Entrambi all’Elfo Puccini, fino al 31 marzo.
Grazia De Benedetti