I TITOLI DI MARZO ALL'ELFO

Sogno di una notte di mezza estate.di William Shakespeare.traduzione di Dario Del Corno.regia di Elio De Capitani.scene di Calo Sala.costumi di Ferdinando Bruni.musiche originali di Mario Arcari, coro della notte di Giovanna Marini.con Corinna Agustoni, Giuseppe Amato, Marco Bonadei, Sara Borsarelli, Clio Cipolletta, Enzo Curcur��, Loris Fabiani, Lorenzo Fontana, Vincenzo Giordano, Sarah Nicolucci, Emilia Scarpati Fanetti, Luca Toracca, Vincenzo Zampa.luci di Nando Frigerio.produzione Teatro dell'Elfo.con il sostegno di Fondazione Cariplo.

L'acrobata - Che cosa vuol dire allevare un figlio alle idee di libertà e di giustizia, se poi lui vive così intensamente le tue stesse idee da lasciare tutto e tutti e giocarsi la vita? Tratto da un romanzo autobiografico di Laura Forti, L'acrobataricostruisce la vita tragica e avventurosa di suo cugino José, “Pepo”, ucciso in Cile nel 1986 per aver attentato al dittatore Pinochet, ed è anche un intenso omaggio alla madre di Pepo e a tutte le madri che hanno perso un figlio perché ha scelto di morire per un ideale. Storia e memoria s'intrecciano nel racconto di questa donna, della sua famiglia, di suo figlio e di suo nipote. Lo spettacolo di Elio De Capitani ci guida in un viaggio, concreto e al tempo stesso onirico, attraverso tre continenti, tre dittature e tre fughe, evocate dalle suggestive proiezioni video di Paolo Turro, alle quali si intona armoniosamente la recita dei due attori, Cristina Crippa e Alessandro Bruni Ocana calati nei loro personaggi fino a lasciare posto alla vita vera, a qualcosa di necessario e toccante..

Il Sogno di una notte di mezza estate Il testo è di Shakespeare, ma quello dell’Elfo è uno spettacolo-festa, in cui si celebra la libertà di abbandonarsi al piacere del racconto, esaltando il gioco di simmetrie barocche e di abili incastri che fanno di questa commedia uno stupefacente congegno per il divertimento. con cui generazioni di spettatori hanno iniziato ad amare il teatro. È un pezzo di storia per la Compagnia, cambiato dal “dark” del 1986 alla cifra stilistica nuova del 1997, riuscendo però a restare fedele a un linguaggio teatrale personale pieno di forza e di tracce e citazioni del passato. 
In questa ulteriore versione, De Capitani si diverte a esasperare e rivitalizzare con freschezza tutti i cliché teatrali, esaltando la dimensione del teatro nel teatro, le ambiguità tra il sogno e la realtà, la sarabanda degli incantesimi e delle illusioni.
Il senso di felice sagra, impresso all’azione dalla scena, tutta teli e sipari da circo, si rivela ideale per esprimere i diversi piani del plot, dove il mondo degli elfi è il risvolto notturno, sfuggente della corte di Teseo, e la recita degli artigiani ne incarna il controcanto grottesco. Elio De Capitani, con una regia dal tocco leggero, riesce ad amalgamare ogni segmento, che appare in felice armonia con gli altri: la tenerezza va di pari passo con lo sberleffo e l’ironia ben si accorda con il mistero. Nel continuo ricambio generazionale, per il ruolo di Bottom, De Capitani passa la mano a Marco Bonadei, che affianca Luca Toracca, Corinna Agustoni e Lorenzo Fontana, presenze storiche indispensabili a capitanare il gruppo dei comici.
Entrambi all’Elfo Puccini, fino al 31 marzo.

Grazia De Benedetti


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