IN SCENA AL TEATRO ELFO PUCCINI

Da "Arlecchino servitore di due padroni" a “Fratto_X.”

Prodotto da Teatro Stabile di Torino/Teatro Nazionale e rappresentato sino al 4 febbraio, l“Arlecchino servitore di due padroni”, firmato in regia da Valerio Binasco, frantuma la tradizione, con un Goldoni rivolto più alla commedia all’italiana che alla commedia dell’arte, e dà voce a un’umanità paesana e arcaica.
Disperato e arraffone, l’Arlecchino ‘contemporaneo’ di Binasco è un poveraccio, 'sovversivo' a modo suo, che sugli equivoci costruisce una specie di misero riscatto sociale, riuscendo a portare scompiglio nell’ottusa società borghese. La commedia diventa così un gioioso viaggio nel tempo, alle origini del teatro italiano e della sua grande tradizione comica, animata da un cast molto affiatato di attori.
Binasco, cinque volte premio Ubu, scrive: «A chi mi chiede: come mai ancora Arlecchino? rispondo che i classici sono carichi di una forza inesauribile e l’antico teatro è ancora il teatro della festa e della favola».
Il suo stile cinematografico, sintesi, unità di azione e suspense, è al servizio del testo di Goldoni, un congegno perfetto che dal 1745 non smette di funzionare e incantare il pubblico.Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda?

Fratto_X.” - Antonio Rezza e Flavia Mastrella tornano all’Elfo, dal 6 al 9 febbraio, con uno dei loro grandi successi: “Fratto_X.”, spettacolo matematico, come da titolo. Un immane annullamento del mondo (io fratto io sono zero), un balletto sul nulla che strappa risate su risate.
Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce? Due persone, un uomo e sua moglie, discorrono sull’esistenza. Una delle due, quando l’altra parla, ha tempo per pensare: sospetta il tranello ma non ne ha la certezza.
La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. Per l’ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva.
Mai come in questo caso, l’odio verso la mistificazione, del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. La coppia gioca a sdoppiarsi, cambiando voce e postura, come un cartone animato sadico che scoperchia qualcosa di profondo, di misterioso, tra i lampi della beata arroganza dei grandi “idioti”.
Antonio Rezza e Flavia Mastrella in oltre trent’anni di attività hanno realizzato 13 opere e nel 2018 alla Biennale di Venezia hanno vinto il Leone d’Oro alla carriera:
«Calcano le scene dall’87, l’uno performer-autore e l’altra artista-autrice, sempre firmando a quattro mani l’ideazione e il progetto artistico degli spettacoli, che hanno raggiunto un pubblico di fan ampio e trasversale».

Grazia De Benedetti
ElfoPuccini - corso Buenos Aires 33 – tel.02.00.66.06.06 - www.elfo.org

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