10 FEBBRAIO: IL RICORDO DELLE FOIBE

Le parole del Capo dello Stato

In occasione della giornata in ricordo delle foibe, istituita nel 2004 per il 10 febbraio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha usato parole importanti per celebrare questa giornata.
Tra le espressioni che ha usato citiamo “sciagura nazionale”, “una pagina della nostra storia per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata”. La sintesi del suo pensiero è però riassunta nella frase “[...] ma oggi il vero avversario da battere è quello dell'indifferenza, del disinteresse, della noncuranza”[...].
I momenti di persecuzione che portarono alle foibe furono due. Il primo all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943 quando improvvisati tribunali decisero delle sorti di molti italiani, uccisi per vendicare i torti dell'occupazione nazi-fascista. La seconda ondata persecutoria è del 1945 quando oramai la vasta area di confine passò sotto il controllo della Jugoslavia di Tito.
La data scelta per la commemorazione ricorda il 10 febbraio 1947, giorno della firma dei trattati di Parigi che disegnarono l'assetto politico dell'Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Ancora oggi il bilancio delle vittime non è definitivo ma i numeri parlano di 600 vittime nel 1943 e circa 5000 per i periodi successivi.
In questa giornata Palazzo Pirelli esporrà la bandiera a mezz'asta. Al momento in cui scriviamo è già avvenuta la premiazione di un concorso pensato per le scuole a memoria della giornata.
I vincitori andranno in visita al Sacrario di Redipuglia e alle foibe di Basovizza.
Sempre in questa giornata sarà intitolato a Norma Cossetto, martire delle foibe, un giardino in viale Einstein. 

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