Alla ricerca del nuovo vaccino

Per combattere la pandemia in modo risolutivo occorre un vaccino nuovo che tutti i Paesi cercano. Ma per ottenerlo bisogna mettere a disposizione tanti miliardi di denaro per la ricerca, per l'industria collegata che sperimenta e produce farmaci e vaccini. Alla fine  sono i Paesi più forti economicamente e le industrie farmaceutiche più potenti che possono ottenere il nuovo vaccino anti Covid-19.

Chi investe di più nella ricerca vuole arrivare per primo per cogliere i frutti del profitto, perché il nuovo vaccino diventa proprietà  di chi lo brevetta, di chi ha finanziato meglio ricerca, sviluppo e produzione. Ecco spiegato il motivo per cui tra gli Stati più  forti c'è la corsa ad arrivare per primi Financial  Times

Tra i principali competitori Cina e Usa, stanno investendo enormi risorse per avere  un vaccino in tempi record. La ricerca di un vaccino  è  questione anche di  prestigio nazionale e sanitario e un modo  per manifestare la propria superiorità.

Tramp ha lanciato l'operazione "Warp speed", velocità di curvatura, una collaborazione in grande stile tra il settore pubblico e quello privato con l'obiettivo di produrre milioni  di vaccini da distribuire in  tutta la Federazione entro la fine dell'anno. La Cina non è  da meno poichè tra gli otto vaccini che, secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), al momento sono in fase di sperimentazione clinica, la metà ptovengono dalla Cina e gli altri dagli Usa, Germania, Gran Bretagna e Francia, in proprio o in collaborazione. La via italiana della ricerca dell'antivirus è  quella intrapresa da due nostre aziende, Takis e Rottapharma Biotech che hanno stipulato un accordo di collaborazione per lo sviluppo del vaccino, denominato Covid-eVax. Con questi presupposti a livello mondiale si spera che il vaccino  sia disponibile entro il 2020 e per una distribuzione di massa entro l'anno prossimo. Anche i Paesi più  poveri  hanno diritto all'accesso del vaccino, ma per farlo acquistare a prezzo irrisorio da queste nazioni è auspicabile una collaborazione dei Paesi più  sviluppati. È ciò che auspica l'OMS, piuttosto che una via nazionale, basata su esclusivi interessi di accaparramento dei vaccini.

A favore di una politica multilaterale collaborativa si è distinta la Commissione europea che ad aprile ha organizzato una conferenza dei donatori che ha raccolto 7,4 miliardi di euro per approvvigionarsi efficacemente dei vaccini  e garantire l'accesso anche ai Paesi più poveri. A questa conferenza non hanno partecipato Russia, Usa, India,Brasile e Argentina. La Cina ha partecipato  con il suo ambasciatore, al posto del capo di Stato o di Governo, come hanno fatto gli altri Paesi. Ci sono altre organizzazioni che raccolgono fondi per sviluppare i vaccini contro una serie di malattie, incluso il Covid-19. In  attesa dell'arrivo del nuovo vaccino anti-virus  si inizia a  discutere se questo  deve essere obbligatorio per tutti e a quali gruppo  di persone: subito agli anziani,  ai bambini, oppure anche agli operatori sanitari? A tale proposito è  da ricordare un sondaggio fatto recentemente da Money.it, un giornale online italiano, secondo il quale l' 80% dei rispondenti si sono pronunciati contro l' obbligatorietà. Ricordiamo anche le recenti manifestazioni a Milano e a Roma che sono per il no-vax per principio. Scettici o favorevoli: sarà  un discorso che verrà  fatto dopo.  quando si scoprirà con  sicurezza il vaccino che ci renderà immuni e ritorneremo nella  piena normalità.

Luciano Marraffa 

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