CLIMA ED EMERGENZA UMANITARIA IN AFRICA

L'appello di Save the Children in occasione della conferenza sui cambiamenti climatici

In occasione della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP25) che si terrà a Madrid dal 02 al 13 dicembre, Save the Children ha presentato un report sullo stato dell'Africa alla luce degli effetti prodotti dai cambiamenti climatici.
Le regioni più colpite sono la zona meridionale e quella orientale dove l'alternarsi di alluvioni e periodi di siccità prolungati hanno distrutto le già fragili forme di sussistenza. L'insicurezza alimentare minaccia 33 milioni di persone di cui circa 16 milioni di bambini.
A complicare lo scenario il diffondersi di malattie come la malaria e la dengue oltre a situazioni che generano insicurezza per la vita di tutti come la necessità di emigrare, la separazione delle famiglie e l'impossibilità di accedere alle cure mediche e all'istruzione. Basti pensare che il numero di persone costrette a lasciare le proprie case a giugno 2019 aveva raggiunto la stessa cifra di tutto il 2018. Da qui l'appello lanciato da Ian Vale, direttore regionale di Save the Children per l'Africa orientale e meridionale.
“Con queste emergenze sovrapposte e inesorabili, anche il sistema umanitario subisce gravi conseguenze. Cicli ripetuti di insicurezza alimentare a causa di shock legati al clima si traducono in significativi gap di finanziamenti e i bisogni umanitari che non possono essere soddisfatti. Mentre i leader mondiali si riuniscono per la COP25, li invitiamo a prendere decisioni forti per ridurre l'impatto dei cambiamenti climatici e garantire la protezione della vita e del futuro dei nostri figli. Chiediamo ai donatori di aumentare e sostenere i finanziamenti per l'assistenza umanitaria in Africa orientale e meridionale, con iniziative legate alle misure esistenti per aumentare la protezione dei minori, l'accesso alla sanità, all'istruzione e ai mezzi di sussistenza. E, soprattutto, i bambini devono essere attivamente coinvolti negli sforzi internazionali, nazionali e locali per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici".

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