Coronavirus: la teoria sul "lato positivo"

Secondo Ilaria Capua le informazioni che abbiamo ottenuto durante la pandemia da coronavirus hanno un "lato positivo"

Ilaria Capua ha invitato tutti a guardare al “lato positivo” della pandemia da coronavirus. Come riporta Adnkronos, ha spiegato che questa è la prima emergenza che viviamo nell’era di “big data”.

“Guardiamo a un lato positivo: la pandemia distrugge, è vero - ha precisato Capua. - Ma è anche generatrice di informazioni. E quella che stiamo vivendo è la prima pandemia che avviene in epoca di big data, misurazioni e sensori. Cogliamo l’occasione. L'Italia colga l’occasione”.

“Noi con i nostri apparecchi stiamo filmando e studiando un fenomeno biologico di proporzioni epocali – ha rivelato la studiosa. - La pandemia è un evento di grande trasformazione e noi ci siamo in mezzo non solo in modo passivo ma attivo”.

Quello che si può fare, secondo Ilaria Capua, è misurare per la prima volta tutto. Dal 1900 al 1999 ci sono state 4 pandemie di influenza. Allora non c’era certamente la stessa velocità di movimento delle persone che portano il virus che vediamo oggi. Ma non c'era neanche questa velocità delle informazioni, a volte giuste a volte sbagliate. Questa pandemia ci porta una quantità di dati molto vasta”.

“La sanità - ha osservato Capua - non può permettersi un'altra pandemia e la sanità italiana non può permettersi di buttare soldi per malattie evitabili. Vogliamo mettere in atto misure di sanità pubblica che riducano il costo sulla sanità? Per farlo dobbiamo mettere tutti i pezzi insieme e serve un cambio di mentalità“.

Noi italiani, ha concluso Capua, possiamo “offrire conoscenza e mettere in campo la nostra esperienza per far avanzare anche quelli che non hanno avuto le nostre sfortune. Perché la pandemia non è un problema della Regione Lombardia, o dell'Italia, ma di tutto il mondo”.

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