CORONOAVIRUS E NUOVE TERAPIE

Che ruolo gioca la vitamina D nel contrasto alla malattia?

Pur restando nel campo delle ipotesi, gli scienziati stanno osservando che rapporto c'è tra la carenza di vitamina D nell'organismo e l'esposizione al virus.
Al momento non ci sono studi avviati in questo senso.
La considerazione sul ruolo di questa vitamina nasce piuttosto da un'evidenza scientifica.
Chi ha poca vitamina D ha una maggiore tendenza a sviluppare infezioni, specie nelle basse vie aeree.
Ma come è possibile aumentare la sua presenza nell'organismo?
Il principale fattore che stimola l'organismo a sintetizzare la vitamina D è l'esposizione alla luce del sole che sia la tintarella estiva o il tempo trascorso all'aria aperta.
In quest'ultimo caso almeno tra i 30 e i 60 minuti al giorno. 
Come è facile intuire, però, questo da solo, non basta.
Serve un'integrazione farmacologica.
Lo stabilisce anche una Nota dell'Agenzia del farmaco che la raccomanda, in particolare, a:
- donne in gravidanza o in allattamento;
- persone affette da osteoporosi;
persone con disturbi alla tiroide
- persone con diabete

Un'integrazione di vitamina D può quindi rafforzare l'organismo anche in vista di una potenziale infezione da coronavirus.


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