GIGI PROIETTI HA LASCIATO IN TUTTI NOI UN RICORDO INDELEBILE

Questo anno terribile che ha segnato la vita di noi tutti si è segnalato anche per la scomparsa di celebri artisti quali Gianrico Tedeschi, Franca Valeri, Ennio Morricone, Gigi Proietti, quest'ultimo è morto stamattina 2 novembre a Roma nel giorno stesso in cui ha compiuto ottanta anni, perché a Roma era nato il 2 novembre 1940. Luigi Proietti era figlio di Romano, nato in Umbria, e di Giovanna Ceci, casalinga. Ben presto il giovane Proietti si segnalò - oltre che per la sua notevole forza espressiva - anche per la poliedricità nel sapersi muovere nel mondo dello spettacolo, dentro al quale passò dal teatro cabaret dove era solito esibirsi dalle dieci di sera alle quattro del mattino e dove era in grado: oltre che di esibirsi nel canto e nella recita, di suonare il pianoforte, la chitarra, il contrabbasso e la fisarmonica. Non poteva il cinema lasciarselo sfuggire, ed eccolo esordire nel 1964 nel film "Se permettete parliamo di donne", diretto dal grande Ettore Scola. Pur non riscuotendo nel corso degli anni il successo che arrise al suo collega e amico Vittorio Gassman nonché ad altri attori della commedia all'italiana questo non impedì a Proietti di girare 48 film, di esordire nello stesso anno anche in televisione nello sceneggiato "I grandi camaleonti", di approdare sempre in Tv nel varietà, genere di spettacolo a lui più congeniale, e alla radio, nella quale furoreggiò nel celebre programma "Gran Varietà". Sempre nel 1964 - anno per lui fondamentale perché vi piazzò le fondamenta del suo mestiere di attore - eccolo esordire anche nel mondo del doppiaggio dove diede la voce al gatto Silvestro, perennemente a caccia del canarino Titti, il quale era doppiato da una giovanissima Loretta Goggi. Fu però con l'avvento degli anni '70 che raggiunse l'autentico successo, in teatro prima e in Tv poi. Il lavoro teatrale che lo lanciò fu "Alleluja brava gente", scritto da Jaja Fiastri e recitato sulla scena accanto a Renato Rascel, che riscosse nel gradimento del pubblico un entusiasmo minore rispetto a quello tributato al suo giovane e ancora poco conosciuto collega, il quale aveva dovuto imparare la parte in poco tempo perché chiamato a sostituire Domenico Modugno che aveva dovuto lasciare (oltre ad una parte delle musiche scritte assieme a Rascel) anche la parte a lui assegnata perché in disaccordo con il "piccoletto" nazionale. Con quello spettacolo Proietti prese il volo, per interpretare poi il ruolo del pittore Mario Cavaradossi nel film "La Tosca", al fianco della bella Monica Vitti, del bravo Aldo Fabrizi e dell'istrionico Vittorio Gassman nel ruolo del capo della polizia pontificia Scarpia, per la regia di Luigi Magni. All'interno del film si trovano anche le splendide musiche di Armando Trovajoli con due emozionanti canzoni cantate da Proietti. E a proposito di canzoni: Gigi ne compose nell'arco della sua carriera molte, che solitamente cantava nei suoi spettacoli teatrali da One-Man Show. Nel 1966 aveva impersonato per il film "Le piacevoli notti" il ruolo di un maresciallo dei carabinieri, ruolo che trent'anni dopo avrebbe reinterpretato nella serie "Il maresciallo Rocca", andata in onda dal 1996 al 2005. 
Nel 1976 eccolo protagonista di un film destinato a diventare un cult: "Febbre da cavallo", nel ruolo di uno scommettitore di corse di cavalli soprannominato Mandrake. Fra gli attori da lui doppiati ci furono Sylvester Stallone (dopo il gatto dei cartoni animati eccolo passare al cane degli attori disanimati) nel primo Rocky; Dustin Hoffman in "Lenny", Donald Sutherland in "Casanova", film di Fellini per il quale inizialmente sembrava dovesse essere proprio Proietti a interpretarlo. Gigi era ricoverato da alcuni giorni in una clinica romana perché affetto da problemi cardiaci. Il destino ha voluto che se ne andasse proprio il giorno del suo ottantesimo compleanno che cade il 2 novembre, commemorazione dei defunti. In quella città che Roma è e che un poveraccio a nome Elliott Gould definì un immenso cimitero, Luigi Proietti ha da sempre vissuto insieme alla moglie Sagitta Alter e alle due loro figlie Susanna e Carlotta. Di Roma ebbe modo di dire che era come un'amante che anche quando ti tradisce non puoi fare a meno di volerle bene. E di questa città unica, Proietti è stato un attore unico, un artista che tutto sapeva fare e sempre con apparente semplicità, sempre con grande modestia. Modestia che si è avuto modo di constatare nel corso di molte interviste e quando come giurato ha partecipato al programma "Tale e quale show". 
Dicono che Roma sia la Città Eterna per antonomasia. Se così è, un artista come Gigi Proietti è stato non può non essere definito eterno anche lui, perché è nelle vie, nelle piazze, nei monumenti che questi grandi artisti li si ritrova anche a distanza di anni, nello spirito del popolo romano e nell'atmosfera che questa grande e bellissima città sa trasmettere a tutti coloro che ne sanno percepire l'anima. Un'anima intrisa del suo grande passato che forse per questo la rende un po' malinconica come sempre l'autentica poesia tende a essere.

Antonio Mecca

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