GRAVE SFREGIO ALLA MEMORIA DELLE DONNE DEPORTATE

Pochissime sono tornate dal lager femminile di Ravensbruck

Nel pomeriggio di martedì 2 luglio è stato compiuto un grave oltraggio alla Memoria delle donne deportate e non più tornate dal terribile lager nazista di  Ravensbruck.È stata deturpata la panchina, proprio di fronte alla Casa della Memoria, dedicata alle donne deportate. A Ravensbrück furono immatricolate 125.000 donne delle quali circa 95.000 persero la vita. Mille furono le italiane, tra queite ricordiamo Maria Arata Massariello, docente del Liceo Carducci, antifascista, arrestata il 4 luglio del 1944 e tradotta prima nel lager di Bolzano e poi a Ravensbruck. Maria Arata riuscì a fare ritorno da quel luogo infernale. A Ravensbrück nacquero 870 bambini, ma solo pochissimi ebbero la ventura di sopravvivere. Altri bambini, entrati nel Lager con le loro madri, non resistettero agli stenti, alla denutrizione, al clima. Il personale di sorveglianza di Ravensbrück era formato da speciali reparti femminili delle SS che si sono prodigati per rendere impossibile la vita delle deportate. Nell'esprimere la nostra profonda indignazione, chiediamo alle pubbliche autorità di fare tutto il possibile per individuare i responsabili di questo ignobile atto. 

Roberto Cenati   

Presidente Anpi Provinciale di Milano 

Sabato 6 luglio alle ore 10 verrà ripristinata la panchina, invito, chi può, ad essere presente.