IL BOLLETTINO DELLA PROTEZIONE CIVILE DEL 26 MARZO

Conferenza stampa delle 18:00 all'insegna dei problemi tecnici - l'audio andava e veniva; a un certo punto la diretta si è interrotta e poi è ripresa. Conferenza segnata anche dalle domande di alcuni giornalisti che hanno insinuato dubbi sull'attendibilità dei dati offerti e sulla efficacia delle azioni che si stanno attuando.

Come già accaduto ieri, hanno dato lettura dei dati Agostino Miozzo, direttore del dipartimento della Protezione Civile e coordinatore del comitato tecnico-scientifico e Luigi D'angelo, direttore operativo delle emergenze.

Per i problemi tecnici di cui sopra, chi ha seguito la diretta su internet avrà notato che per tutta la lettura dei dati numerici non c'era l'audio.

Riportiamo quindi i numeri recuperati dalle agenzie di stampa:

Guariti e dimessi dagli ospedali: 999
Nuovi positivi: 4.492 e qui, si registra una crescita rispetto a ieri. .
Il totale dei contagiati è di 62.013.

Le vittime, nella giornata di oggi, sono state 662. 


L'audio è ripreso dall'intervento di Luigi D'Angelo che ha fornito i dettagli operativi:

- prosegue l'attività di sbarco dalle navi da crociera a Savona e Civitavecchia;

- i volontari in campo sono saliti a 11.200 unità;

- sono in corso le selezioni per nuovo personale infermieristico da destinare al ricambio degli ospedali con criticità maggiori;

- oggi sono stati trasferiti altri pazienti dalla Lombardia a Dresda;

- è in arrivo dalla Germania un team sanitario da destinare alla Regione Campania;

 

La parola è passata poi al dott. Ranieri Guerra dell'OMS.

Il suo intervento si è concentrato su:

- sono in arrivo in Italia circa 200 strumenti di diagnosi più veloce; nell'attesa si va avanti a usare i tamponi;

- contagi tra i medici: si sta cercando di fare di più sia per dotarli di protezione adeguata - mascherine, tute, guanti - sia per dare loro priorità nel sottoporsi a tampone.

Prima si hanno i risultati, prima si evitano nuovi contagi, prima si inizia il loro percorso di cura;

- misure restrittive: c'è una buona probabilità che servano per più tempo.

Da qui invito al Governo a pensare a misure di aiuto alla popolazione chiusa in casa.

Si è parlato della possibilità di far intervenire gli psicologi.

Resta da capire come e a partire da quando.

 

Fin qui la conferenza stampa. Viene lasciata la parola ai cronisti per le domande.

Riportiamo alcune delle domande fatte.

Lasciamo il giudizio ai lettori:


D: i dati della conferenza stampa della Protezione Civile, sono attendibili?

D: siamo in possesso di un documento riservato dell'ISS che dice che le misure di contenimento sociale andavano prese addirittura dal 02 marzo (non si capisce in base a quale criterio, ndr);

D: le mascherine le devono indossare tutti? il Ministero della salute dice l'esatto opposto....

 

Le risposte vengono date a tutti. In maniera serena e con dovizia di argomentazioni.

R: I dati partono da numeri reali, presi dalla Protezione Civile sul territorio e negli ospedali.

- Le informazioni certe e veritiere su quanto accade sono a disposizione di tutti sui siti delle istituzioni che gestiscono la crisi: Governo, ISS, Protezione civile, Ministero della Salute, ecc.

- il Ministero della salute ha sempre detto che le mascherine vanno indossate da chi ha sintomi e da chi ha a che fare con i sintomatici.

Ogni altro uso è inutile.

Guerra ricorda che c'è gente che gira con le mascherine FFP3, quelle con la valvola, per intenderci.

Peccato che si tratti di un dispositivo medico, che bisogna saper usare.

Per questo sono riservate ai medici e non a tutti.

Un loro uso improprio è perfino dannoso.

 

Per compensare quanto sopra, riportiamo questa domanda:

D: il numero dei nuovi contagi è in aumento. Come si spiega?

R Tutti gli esperti in campo stanno cercando di capirlo.

Una prima ipotesi è che oggi siano arrivati, tutti insieme, gli esiti dei tamponi fatti negli ultimi giorni.

Il concetto che è passato è: i numeri sono in crescita oggi ma la curva dell'epidemia è in discesa sul lungo periodo.

Bisogna aspettare i prossimi giorni per capire.

 

In conclusione di conferenza, si è levato un appello ai giornalisti affinché facciano comunicazione responsabile e non creino allarmismo inutile.


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