IL BULLISMO A DISTANZA

Una brutta storia in tempi di lezioni sospese

IL bullismo è ancora in circolo. Anzi, proprio come i virus, assume nuove forme per diffondersi.

L'ultima l'ha raccontata un articolo del Corriere Milano di ieri 05 maggio che dà la voce alla denuncia di un' insegnante. Siamo all'interno di un istituto omnicomprensivo della Brianza.

La scena, una lezione di musica su internet. Ironia della sorte il tema è l'ascolto dell'Inno alla gioia di Beethoven laddove nel coro si inneggia alla fratellanza tra i popoli.

L'insegnante si accorge subito che alcuni dei suoi ragazzi, di età compresa tra tredici e quattordici anni, sono più attratti dai loro cellulari che dalla lezione. Quello che non sa è che nella chat di classe, è un susseguirsi di insulti e offese di ogni tipo, anche alla sfera intima, ai danni di una compagna di classe disabile.

Sarà la mamma della ragazzina, che sorprende la figlia in lacrime con il cellulare in mano, a leggere i messaggi e poi a decidere di raccontare tutto alla dirigente didattica.

Il paradosso? Classe modello con studenti preparati e intelligenti o almeno così si credeva prima di questo episodio. Tanto che si è scoperto un florilegio di insulti pesanti rivolti anche agli insegnanti. In tempi normali i responsabili sarebbero stati sospesi. In tempi di aule virtuali si stanno valutando altre punizioni dalla sanzione in denaro all'obbligo di un percorso di recupero individuale e di gruppo.

Di questi temi parla anche l'ultimo libro edito dalla nostra Casa Editrice scritto dalla professoressa Renata Freccero dal titolo Come si dice Scuola?

La quarta di copertina riporta:

“Come si dice scuola” è un romanzo verosimile che affronta le problematiche della @generation, dei genitori “adulescenti” e degli insegnanti, che si districano quotidianamente rispetto i diversi contesti scolastici. Il narrato affronta i distacchi emotivi fra le parti e lo scollamento generazionale che si disfa e diventa nebuloso se riferito all’human evolution e al cambiamento culturale (il riferimento va alle scienze umane) a favore dei saperi di nuova generazione: l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e le nuove modalità di costruzione della comunità, che favoriscono il cambiamento radicale e forgiano nuovi tipi di socialità. In condizioni di cambiamento dinamico, quali sono le ancore della tradizione e quale ruolo svolgono? Qual è il ruolo della stabilità in un’era di cambiamenti senza precedenti? L’intreccio narrativo è ambientato in un liceo del centro di Torino, dove l’arrivo di un nuovo preside e il difficile rapporto fra i docenti, provocherà un logorio irreparabile con la proclamazione di una giornata di sciopero di quel liceo. La difficile situazione scolastica si complica a causa del ricorso degli studenti ai social e il fenomeno provocherà un fatto increscioso.

Tutto precipita sommando eventi continuamente rovesciati dove interagiscono forze e protagonisti minori, in commistione fra realtà e arcano.
Il protagonista principale è il bidello Ciro Esposito che, grazie alla solidarietà di due insegnanti, riuscirà a riportare questa scuola in una situazione di equilibrio.


Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni