IL DISCORSO DI CONTE

11 marzo 2020 ore 21:40

Nella giornata di oggi, 11 marzo, si erano rincorse voci di provvedimenti ulteriori che il Governo Conte avrebbe dovuto prendere. Tutto è nato dalla richiesta dei governatori di Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli ed Emilia Romagna. Si chiedeva a gran voce uno stop a tutte le attività commerciali e industriali per dare un colpo decisivo al proliferare dei contagi.
Si voleva, in un certo senso, di estendere il modello Codogno, che proprio oggi non ha registrato casi di contagio, a tutta la Lombardia.

Non è stato solo così.

Il discorso di Conte, iniziato alle 21:40 ha esteso questo provvedimento a tutta l'Italia, già zona Protetta.

Dopo il ringraziamento al personale medico e agli Italiani che hanno capito che il cambio di abitudine e stile di vita era necessario, Conte ha lodato il Paese definendolo "grande nazione, unita e responsabile" che sta vivendo una situazione di difficoltà e sta dando prova di rigore e resistenza. Siamo un esempio positivo in Europa. Siamo stati il primo paese colpito ma stiamo diventando un modello per gli altri. Il tutto senza dimenticare la nostra economia, con il suo tessuto produttivo fatto di tante piccole e medie imprese.

Al primo posto c'è la salute degli italiani.

Unita alla consapevolezza di chiedere ulteriori sacrifici procedendo per gradi.

E allora si dispone la chiusura di tutti i punti vendita al dettaglio.

Supermercati e farmacie rimangono aperti e con rifornimento costante.

Dove possibile, si chiede di favorire la consegna a domicilio.

Chiudono parrucchieri e centri estetici.

Chiudono bar e ristoranti tranne quelli che riescono a garantire le misure di sicurezza imposte dal Ministero della Salute.

E poi Conte si rivolge alle aziende affinché favoriscano la domiciliazione dei dipendenti, incentivando ferie e attivando altri strumenti a garanzia del lavoro.

La produzione industriale non si ferma se l'azienda è in grado di garantire la sicurezza dei lavoratori.

Rimangono in funzione i servizi pubblici essenziali come i trasporti, le banche, le poste.

Rimane attivo il settore agricolo e agroalimentare purché rispetti le regole sanitarie in vigore.

Gli spostamenti restano limitati all'essenziale: motivi di lavoro, di salute e rifornimento alimentare.

A conclusione, Conte ci dice di non aspettare i risultati di tutto questo già da domani.

Ci vorranno almeno due settimane ma ha ribadito che se anche i numeri crescessero, non serviranno ulteriori provvedimenti.

Bisogna essere lucidi, misurati, responsabili.

Ha poi annunciato la nomina di un commissario con pieni poteri che si occupi del settore sanitario e abbia quindi il potere di creare se necessario nuove produzioni di materiale, movimentare i macchinari per le terapie intensive e fare tutto ciò che sarà necessario per aiutare la Sanità.

C'è anche il suo nome: Domenico Arcuri, amministratore delegato Invitalia, l'agenzia nazionale per gli investimenti.

Conte ringrazia quindi Angelo Borrelli per il lavoro che porta avanti con impegno ogni giorno e chiude dicendo: "Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore in futuro. Tutti insieme ce la faremo".

Antonella Di Vincenzo

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