IMMOBILIZZATI E STORDITI

Per un invisibile e sconosciuto Coronavirus

Non si può e non si deve in questi giorni terribili non parlare di tutto ciò che i nostri medici stanno facendo verso i molti contaminati dal virus Corona, che sta rallentando i movimenti di tutti noi. E un po' immobilizzati e un po' storditi siamo tutti noi, perché quando non si capisce perché non si può ancora conoscere l'origine di un male e la sua possibile sconfitta, un senso di paura finisce per impadronirsi della nostra vita. È come se la Natura, "aiutata" dall'essere umano, si fosse ribellata ai continui soprusi che continuamente l'uomo le infligge, creando un'epidemia tipo quella tristemente famosa della Spagnola, che produsse tra il 1918 e il 1920 più di cinquanta milioni di morti, e questo forse a causa della sporcizia nella quale si era sviluppata, a partire, si dice, dallo Stato americano del Kansas e dalle sporche trincee della prima guerra mondiale. La spagnola colpiva più i giovani dei vecchi, perché i primi avendo un sistema di anticorpi più sviluppato finivano come per fare "arrabbiare" il virus il quale reagiva debellandoli. Insomma, il contrario di quanto sta facendo il Corona, che trova nella popolazione più anziana, il terreno più fertile. A questo forse ci ha portato il menefreghismo pressoché totale con il quale da secoli la Natura viene maltrattata, e con essa i suoi animali che condividono con noi questa Terra ma servono più che altro a servire noi nella carne con cui ci nutriamo e nei servizi  che ci rendono in qualità di animali da traino, e anche dal fornirci zanne, corni e altri attributi dai quali ricavare oggetti di lusso o afrodisiaci che la stupidità umana attribuisce loro.
Se una cosa buona questa dannata malattia avrà prodotto sarà- speriamo - l'assunzione promessa di migliaia di medici e paramedici dei quali una popolazione sempre più anziana, o meglio diversamente giovane, ha sempre più bisogno. E il cercare, anche, di riuscire a sentirci più solidali fra noi, di sorridere  e più sinceramente, di renderci conto di quanto la vita sia sacra e il mondo bello, e di rispettarci e rispettarli di più. 

Antonio Mecca

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