Iran, sciopero contro il regime

I negozi abbassano le saracinesche

I negozi delle città iraniane abbassano le saracinesche per aumentare la pressione sulle autorità: in diverse città del paese è cominciato lo sciopero di tre giorni invocato dai manifestanti che chiedono apertamente la caduta del regime.
L'Iran è scosso da disordini a livello nazionale in seguito alla morte della ragazza curda iraniana Mahsa Amini lo scorso 16 settembre, dopo essere stata arrestata dalla polizia morale.
"1500tasvir", un account Twitter incentrato sulle proteste, ha condiviso video di negozi chiusi in aree commerciali chiave, come il bazar di Teheran.
La gioielleria appartenente all'ex giocatore di calcio Ali Daei è stata sigillata dalle autorità, in seguito alla decisione di chiudere per i tre giorni di sciopero.
Hengaw, Il gruppo curdo iraniano per i diritti, ha riferito che 19 città si sono unite al movimento che preme per lo sciopero generale nell'Iran occidentale, dove vive la maggior parte della popolazione curda del paese.
Le autorità hanno annunciato di voler sciogliere il corpo della polizia morale, una mossa che però viene guardata con sospetto dai manifestanti che temono possa essere soltanto un tentativo del regime di mettere a tacere le proteste.

Carmela Nicolosi

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