ITALIANI, SU LA TESTA

Il nostro grande passato è il fondamento del nostro futuro Su 125 Paesi, Italia, per l'Unesco, primo Paese insieme alla Cina per patrimonio di beni culturali. La difesa della lingua italiana primo e fondamentale passo per salvaguardare l'identita' culturale del nostro Paese.

Intervista di inizio anno 2020 al presidente di Assoedilizia e dell' Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici.


Italiani, su la testa.  L'Italia è l'unico Paese del mondo occidentale, fra quelli che vantano una ultra millenaria civiltà, che riesca ad influenzare ancora, a livello mondiale, la cultura contemporanea.
I campi nei quali si esplica la nostra sfera di influenza sono molteplici: letteratura, arti figurative, eleganza e stile, (pensiamo all'automobilismo, alla sartoria e alla moda, alla gioielleria, all'architettura) scienze naturali e mediche, tradizioni, cinema, musica leggera, enogastronomia, know how tecnologico.
Non trascuriamo il retaggio storico in campo monumentale, letterario, filosofico, musicale, artistico e le bellezze naturali e paesaggistiche.  
Dalla lista del patrimonio mondiale di 125 Paesi elaborata dall’ UNESCO risulta che l’Italia è il Paese che detiene, a pari merito con la Cina, il maggiore patrimonio culturale del mondo, in termini di monumenti, musei, chiese, monasteri, palazzi e castelli, ma anche di beni paesistici e paesaggistici. Seguono Spagna, Francia, Germania.
In conclusione. La cultura italiana affonda le sue radici in un passato ultra bimillenario ed è ancora vitale e determinante nel processo di formazione della cultura contemporanea. E studiando il passato, riusciamo a comprendere e affrontare il futuro.
Eravamo all'apice della presenza storica duemila e più anni fa e lo siamo tuttora.
Quella italiana peraltro è la base della civiltà cristiana nel mondo occidentale. Per converso, la Chiesa ha sempre fortemente aiutato l'italianità a conservare la sua identità al vertice storico mondiale.
Il più potente "collante" e "alveo" culturale che ha permesso questo prodigioso risultato è stata la lingua, che ha mantenuto una linea di continuità, pur nella evoluzione delle diverse epoche, ed è stata un determinante fattore di identità. Essa è quindi un prezioso patrimonio da salvaguardare, dalla minaccia di contaminazioni che possano provocarne il declino.
Oggi, per la prima volta nella nostra storia, gli italiani, per parlare anche tra loro, usano l'inglese: si comincia con gli anglicismi e gli americanismi dell'aziendalese e si finisce con il cercar di parlare nella lingua di Shakespeare, Faulkner ed Hemingway e non piu' in quella di Dante, Petrarca e Manzoni, evoluzione, sintesi e sublimazione delle diverse lingue popolari in cui si sono sempre espresse le comunità locali.
Questo è il vero segnale di una possibile rottura con il passato e una minaccia alla continuità ed alla rilevanza della nostra cultura.
Quanto all'Unione Europea essa ci offre, non un'area culturale comune nella quale possa trovare espressione significativa anche la nostra cultura, ma solo un mercato comune di ordine economico. E questo aspetto, se non corretto, può essere solo il preludio di un appiattimento culturale molto negativo.


SCHEDA DEL PATRIMONIO AMBIENTALE, CULTURALE, ARTISTICO D’ITALIA

Questa una sintetica scheda, elaborata dal Cescat-Centro studi casa ambiente e territorio di Assoedilizia, sul patrimonio ambientale, culturale, artistico d’Italia.
- 100.000 chiese, cappelle, pievi, basiliche, cattedrali,  templi 
- 2.400 castelli iscritti al catasto
- 90.000 palazzi di rilevenza storico-artistico-monumentale di cui 42.000 vincolati. 
- 250.000 vedute, belvederi, luoghi-paesaggio di particolare pregio 
- 540 borghi storici, di cui 193 con meno di 2.000 abitanti
- 35.000 ville
- 3.000 musei
- patrimonio arboreo di 12 miliardi di alberi (200 ogni abitante; 40.000 per chilometro quadrato )
- 24 parchi nazionali che coprono oltre 1,5 milioni di ettari tra terra e mare pari al 5% del territorio nazionale
-  6 milioni di ettari (pari al 20% del territorio nazionale) di aree sotto il controllo pubblico, di cui 871 sotto il controllo di Stato, Regioni e Provincie (parchi regionali o provinciali), tra coste, cime, terre e aree marine.
- 8.000 chilometri di coste con 171 porti turistici (105.000 ormeggi).
- 4.000 Teatri 
In tale contesto, un ruolo particolare viene svolto dalla Lombardia.  Essa si pone, per numero di abitanti, per capacità imprenditoriale e culturale, sullo stesso piano di Paesi quali Svezia, Belgio, Austria e Svizzera. Conta 1500 associazioni, ed è prima al mondo nel volontariato, fattore di sviluppo morale, civile, sociale ed economico. Dodici università, 2200 biblioteche, 330 musei e altrettanti teatri, mostre di valenza mondiale.
Le Università producono e trasmettono conoscenza puntando a uno sviluppo non solo economico, ma di miglioramento della qualità del vivere. Possiamo, grazie ad esse, attirare ingegni - come fece la Milano del Rinascimento con Leonardo da Vinci - per rinvigorire questo momento di particolare rinascimento che sta vivendo la nostra regione.

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