NO ALLA BOCCIATURA

Studenti in piazza contro la didattica a distanza e i decreti del ministro Lucia Azzolina.

L’anno scolastico sta per concludersi, gli esami di maturità sono alle porte, ma il bilancio è drammatico: metà degli studenti italiani -quelli provenienti dalle famiglie con maggiori difficoltà economiche- non ha avuto accesso alle videolezioni, per cui peraltro il Governo non ha mai dato indicazioni precise alle scuole, e a detta del Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, gli studenti “con carenze” potranno andare incontro alla bocciatura.
Stamattina gli studenti hanno manifestato a Milano e in tutta Italia, nel rispetto del distanziamento sociale e delle misure di sicurezza, per opporsi alle politiche sull’istruzione pubblica dell’attuale Governo e rivendicare un cambio di rotta.
«La didattica a distanza non ha fatto altro che aumentare il divario tra studenti, lasciando indietro i figli di lavoratori: per questo motivo, nessuno deve essere bocciato» - ha affermato Riccardo Sala, responsabile locale del Fronte della gioventù comunista. - È necessario poi prevedere un piano straordinario per il rientro a scuola in sicurezza, che contempli massicce assunzioni di docenti e fondi per l’edilizia scolastica". 
Sala sottolinea anche come i 150 milioni di euro stanziati dal Governo per le scuole private debbano essere immediatamente dirottati a coprire le esigenze delle scuole pubbliche.
Tra i promotori della manifestazione, oltre al Fronte della Gioventù Comunista, anche numerosi esponenti delle Consulte provinciali studentesche, che hanno raccolto e rilanciato le rivendicazioni del mondo della scuola.
Accanto agli studenti medi sono scesi in piazza anche gli universitari, in mobilitazione per il rimborso delle tasse universitarie, delle quote di affitti e studentati e per il diritto allo studio.

Fronte della gioventù
 

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