QUANTO FA MALE IL VIRUS

Le storie dei medici di New York

Ne parla un articolo del Corriere della Sera di oggi, 29 aprile.

Lo scenario è stato simile in tanti paesi, per tanto tempo, e parla di estenuanti ore di lavoro in terapia intensiva e della perdita quotidiana di vite umane.

Due scenari capaci di mettere a dura prova la mente e lo spirito di chi lavora in quell'inferno.

È di qualche giorno fa il gesto estremo di un giovane paramedico, John Mondello.

Aveva ventitre anni e prestava servizio sulle autoambulanze.

Si è tolto la vita con la pistola del padre, un poliziotto in pensione.

Stesso epilogo ma con una storia completamente diversa per Lorna Breen, a capo della rianimazione di un ospedale di Manhattan.

Dopo aver visto morire centosettanta dei suoi duecento pazienti, anche Lorna si ammala.

Ha sintomi lievi e inizia il periodo di quarantena.

Dopo neanche una settimana si dice pronta a rientrare in corsia ma qualcosa non va.

I medici le consigliano di trascorrere del tempo con la sua famiglia, lontano da New York.

Lorna segue il consiglio ma non riesce a smettere di raccontare dei turni massacranti, delle notti passate nei corridoi dell'ospedale a rubare qualche ora di sonno, delle tante persone che vede spegnersi ogni giorno.

Ha un crollo nervoso. Nuovo ricovero in ospedale.

Si riprende ma qualche giorno dopo la dimissione, si toglie la vita.

Aveva quarantanove anni.


 

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