RIAPERTURE IL 3 GIUGNO?

Non tutti sono d'accordo con le riaperture del 3 giugno, ancora contrasti sulla gestione della Fase 2

Riaperture Fase 2, l’elenco delle attività diviso per data: 18 maggio, 25 maggio, 15 giugno
Le riaperture della Fase 2 sono ancora un tema caldo ( qui lo speciale di QuiFinanza): il 3 giugno le regioni sono pronte ad allentare le restrizioni, anche se non tutti sono d’accordo. Anche se c’è chi si proclama fiducioso e vuole regole uguali per tutti, indipendentemente dal numero dei contagi, il disappunto di quelli che vorrebbero continuare a tenere chiusi i confini è ancora alto.

Riaperture 3 giugno, le Regioni contrarie

Le polemiche sulla gestione della Fase 2 continuano: il Governo sembra deciso a seguire la strada delle riaperture dei confini in maniera indiscriminata, anche se diversi sono i Presidenti di Regione che non sono d’accordo su questa linea adottata. Tra questi emerge il governatore della Campania Vincenzo De Luca che, preoccupato da un eventuale aumento dei contagi nella propria regione, ha più volte invitato l’Esecutivo a rivedere le sue posizioni.
De Luca, che si è detto comunque pronto ad accogliere ogni decisione del Governo, non ha nascosto le sue perplessità in merito alle riaperture del 3 giugno. Lo stesso, infatti, in un post pubblicato sul suo profilo Facebook ha scritto: “Ci si avvia a una ripresa della mobilità generalizzata tra le regioni. La Campania è da sempre impegnata a tutela dell’unità nazionale. Abbiamo riconfermato la nostra solidarietà incondizionata ai nostri concittadini della Lombardia, e al presidente Fontana rispetto ad aggressioni che nulla hanno a che vedere con un dibattito politico e di merito civile. Ciò premesso, non si comprende quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio”.
Secondo il Presidente, dunque, sarebbe più logico – oltre che più sicuro – procedere con una riapertura graduale dei confini regionali, con misure più restrittive per gli spostamenti dai territori in cui i contagi sono ancora alti verso quelli dove l’emergenza, almeno per ora, sembrerebbe star rientrando pian piano.
Del suo stesso parere è Nello Musumeci, presidente della Regione Sicilia, il quale si è detto pronto ad accogliere tutti – anche turisti e viaggiatori di passaggio – ma mantenendo alti i controlli. Lo stesso, infatti, ha annunciato recentemente un protocollo di sicurezza per chi arriva e arriverà su territorio siciliano nelle prossime settimane, tale da garantire un tracciamento continuo ed evitare l’esplosione improvvisa di eventuali focolai. “Nessuna lite e nessuna chiusura – ha dichiarato Musumeci. - Ricordo soltanto che siamo al centro di una pandemia [...] Non sto parlando di libera circolazione, ma di chi liberamente viene in Sicilia e accetta la collaborazione con le autorità sanitarie locali”.

Lombardia e Piemonte pronte a ripartire

Pronti a ripartire invece sono le Regioni del nord. Lombardia e Piemonte, infatti, trovano fiduciosi in merito agli ultimi dati sui contagi e, pertanto, trovano ingiustificate eventuali restrizioni nei loro confronti. “Abbiamo sempre confidato nella data del 3 giugno”, ha affermato il Presidente lombardo Attilio Fontana. “I dati ci dicono che non ci sono criticità e ci fanno ben sperare sulle riaperture del 3 giugno”, ha detto invece Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte.
Restio, anche se non contrario, il Presidente veneto Zaia. Quest’ultimo, nello specifico, ha esortato il Governo a fare chiarezza sulle regole vigenti a partire dal 3 giugno. Per gli spostamenti tra una regione all’altra, ha spiegato, servirebbe un dpcm puntuale e preciso sull’interruzione del blocco, ovvero un provvedimento nazionale che riduca i dubbi e sia un punto di riferimento per tutti.
Senza nessuna paura riapre infine la Calabria. La Santelli, che come Presidente di Regione aveva autorizzato le aperture anche quando il Governo lo aveva proibito, entusiasta ha dichiarato: “Siamo a contagio zero. Nel rispetto di tutte le misure contro il coronavirus, ora posso dire a chi arriva che l’unico pericolo sarà quello di ingrassare”. La stessa, però, ha chiesto che rigidi controlli siano effettuati al momento delle partenze, in modo tale da ridurre i rischi e non chiudere le porte ai viaggiatori, di cui il turismo ha bisogno.

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