MILANO RICORDA GIORGIO AMBROSOLI

Nel 40mo anniversario della scomparsa

La città di Milano rende omaggio all'avvocato ucciso l'11 luglio di 40 anni fa con due iniziative: un incontro organizzato dall'Ordine degli Avvocati alle ore 11:00 nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia dal titolo “L'attualità dell'esempio”; un incontro alle ore 22:00 in Via Morrozzo della Rocca su iniziativa di Libera Milano e della stessa famiglia Ambrosoli dal titolo “La forza ostinata di un uomo”.

Chi era Giorgio Ambrosoli e perché fu ucciso.

Figlio di un avvocato, decide di seguire le orme paterne e nel 1958 consegue la laurea in giurisprudenza. Dopo l'abilitazione alla professione, a partire dal 1964, decide di specializzarsi in diritto fallimentare. Viene così chiamato a collaborare con i commissari liquidatori della Società Finanziaria Italiana, un'azienda pubblica che operava nelle partecipazioni finanziarie ed era sotto il controllo del Ministero delle Finanze e della Banca d'Italia, la stessa che nel 1974, con l'allora Governatore Guido Carli, nomina Ambrosoli commissario liquidatore della Banca Privata Italiana arrivata sull'orlo del crack finanziario per la gestione di Michele Sindona. La Banca Privata era nata, a sua volta, dalla fusione di due istituti di credito, già in dissesto finanziario, guidati dallo stesso banchiere siciliano che aveva ricevuto un prestito da Banca d'Italia per salvare i correntisti. La gestione di questa operazione fu affidata al direttore centrale del Banco di Roma, Giovanbattista Fignon che, diventato nel frattempo vicepresidente ed amministratore delegato della banca, si accorse presto delle gravi irregolarità nella gestione tanto da arrivare a chiederne la messa in liquidazione.

Molte delle sue relazioni furono il punto di partenza dell'attività ispettiva dello stesso Ambrosoli che riscontrò, a sua volta, numerose falsità nelle scritturazioni contabili oltre a intuire connivenze tra ufficiali pubblici e lo stesso Sindona che iniziò ad esercitare pressioni e minacce per evitare ogni coinvolgimento penale e civile e godere dell'aiuto statale nel salvataggio della sua banca.

Ambrosoli non si lasciò corrompere ma intuì il pericolo che correva tanto che in una lettera alla moglie del 1975 scrive: “È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese […] Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto[...]”.

Nonostante le minacce di morte, infatti, non gli fu accordata alcuna protezione da parte dello Stato. In questo clima di tensione e di pressioni, alle quali si aggiunsero anche quelle di natura politica, Ambrosoli concluse la sua inchiesta. Avrebbe dovuto sottoscrivere una dichiarazione formale il 12 luglio 1979 ma la sera precedente, mentre rientrava a casa venne freddato da un sicario con 4 colpi di pistola.

Le indagini rivelarono che il killer fu assoldato dallo stesso Sindona che, si scoprì, aveva avuto un ruolo persino nei confronti di un banca statunitense, la Franklin National Bank.


Per ricordare Ambrosoli e il suo sacrificio per lo stato e la legalità, il Comune di Milano nel 2014 ha posto una targa in via Morozzo della Rocca, luogo in cui abitava e fu ucciso Ambrosoli.

La targa recita:

GIORGIO AMBROSOLI, AVVOCATO
Milano, 17 ottobre 1933 – Milano, 11 luglio 1979
Medaglia d'oro al valor civile
"Commissario liquidatore di un istituto di credito, benché fosse oggetto di pressioni e minacce, assolveva all'incarico affidatogli con inflessibile rigore e costante impegno. Si espose, perciò, a sempre più gravi intimidazioni, tanto da essere barbaramente assassinato prima di poter concludere il suo mandato. Splendido esempio di altissimo senso del dovere e assoluta integrità morale, spinti sino all'estremo sacrificio.”
Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della Repubblica – 12 luglio 1999
Milano, 19 MARZO 2014

Antonella Di Vincenzo