RICREARE LA FIDUCIA DI CITTADINI E IMPRESE VERSO LA POLITICA

Achille Colombo Clerici intervistato dalla Tv Class Cnbc sui problemi dell'edilizia e delle opere pubbliche

“Il mondo immobiliare si augura di cooperare con il nuovo Governo, sia per quanto riguarda la realizzazione di infrastrutture con tanti interventi di settore, le opere pubbliche, la tutela del territorio, la rigenerazione urbana, fondamentali per la ripresa economica; sia per una nuova politica abitativa che non può prescindere da una riduzione dell’abnorme carico fiscale gravante sui proprietari di casa (circa 22 miliardi solo di patrimoniali Imu e Tasi). Si augura inoltre che si realizzi la  proposta di costituire un Istituto per il Futuro che coinvolga i giovani nella realizzazione di un'èlite culturale in grado di ben gestire il domani dell’Italia”  .
È il messaggio che Achille Colombo Clerici ha lanciato dagli schermi della tv Class Cnbc nell’intervista del ciclo “Appello al governo” condotta da Gualtiero Lugli. Reduce dal Forum The European House Ambrosetti di Cernobbio, Colombo Clerici ha sottolineato che il settore immobiliare attraversa una fase difficile, come conferma una ricerca condotta in materia di appalti e opere pubbliche, proprio da Ambrosetti Club, riassumibile in un dato sconcertante: il rapporto tra opere già approvate e finanziate e quelle realizzate è di 11,7. Le cause sono la paralizzante burocrazia, in primis, ma anche un dualismo tra politica  e programmazione economica, che non marciano di pari passo.
“Ci sono lacune enormi anche da un punto di vista culturale - ha aggiunto il presidente Colombo Clerici. - Proprio nell’edizione odierna di Italia Oggi si parla di recrudescenza degli abusi edilizi, soprattutto nel Meridione, conseguenza di una certa cultura efficacemente riassunta dal governatore  della Campania De Luca secondo il quale sovente 'la burocrazia anziché preoccuparsi della realizzazione di opere pubbliche o di approvare i progetti di opere private, si preoccupa "di mettere a posto le carte’”. Questa cultura ha portato a una paralisi della pianificazione territoriale; e l’abusivismo, in molti casi, ad adottare soluzioni ‘fai da te’”.
“L’Italia - ha aggiunto Colombo Clerici - va aiutata a recuperare un equilibrio che si è smarrito. Un equilibrio sociale, potenziando l’offerta-abitazioni di case popolari e l'investimento nell'edilizia residenziale pubblica,  che ci vede all’ultimo posto tra i Paesi avanzati d’Europa; un equilibrio economico, non inasprendo la fiscalità nei campi immobiliare e delle costruzioni, che costituiscono un formidabile volano per l’intera economia; un equilibrio cultural-urbanistico unificando i principi cardine del regime dei suoli e della pianificazione urbanistica a livello nazionale e promuovendo un vasto processo di sistema per la rigenerazione urbana.  
La legge cosiddetta Sblocca Cantieri, con l’obiettivo di sbloccare, appunto, il problema atavico della burocrazia, non è un codice organico di tutta la materia degli appalti: rappresenta una serie di normative che intervengono su casi specifici, quindi c’è bisogno di un vero e proprio Codice degli appalti che regolamenti in modo sistematico l’intera materia. Si diceva a Cernobbio che il primo problema non è solo l’interpretare le norme, ma addirittura il reperirle. Il reato di abuso d’ufficio produce la paralisi dell’apparato amministrativo confondendo talvolta l’errore amministrativo con il dolo. La norma penale va meglio definita. La legge sblocca cantieri, comunque, favorisce buoni principi quali, ad esempio,  l’eliminazione del massimo ribasso  privilegiando la linea dell'offerta più vantaggiosa.
Colombo Clerici ha concluso: “È troppo presto per capire come si muoverà il nuovo Governo. Attendiamo, con speranza e ragionata fiducia. Come ebbi occasione di dire al presidente del Consiglio Conte - il Conte Uno per intenderci - c'e' comunque bisogno di un'azione governativa rassicurante, che riporti la fiducia degli italiani verso la politica e i politici.  È questa la condizione indispensabile al progresso del Paese”.

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