IL ROMANZO DELLE ORE 20

Il RIFUGIO di Albertina Fancetti - Ventesima puntata


L’ispettore La Rocca arrivò insieme alla dottoressa Gambini, psicologa specializzata nelle problematiche inerenti alla prostituzione minorile, laureata in lingue slave. Il viso simpatico del giovane poliziotto e l’atteggiamento cordiale della sua collaboratrice, attenuarono la tensione che attanagliava Valeria. Prima di svegliare la ragazza vollero rivolgerle alcune domande riguardo agli avvenimenti della sera precedente.
- Signora Poletti, lei è sicura che quell’auto bianca con a bordo quattro uomini la stesse seguendo? Ci pensi bene perché è importante - chiese l’ispettore.
- Ieri sera ero talmente spaventata che non escludo di aver frainteso le loro intenzioni, ma sono certa che spiassero all’interno della mia auto con una certa insistenza - rispose Valeria.
- Cosa le faceva supporre che fossero cittadini dell’Est?
- Mi sembrava che avessero i lineamenti che ormai siamo abituati a vedere spesso in città, però ribadisco che ieri sera mi sentivo talmente in pericolo che avrei potuto scambiare chiunque per un affiliato alla mafia e forse ho esagerato. Comunque sono riuscita a seminarli piuttosto facilmente e questo mi fa supporre che fossero invece semplici operai.
- Hanno potuto vedere se in macchina si trovasse Romita? - chiese ancora La Rocca.
- Assolutamente no! L’abbiamo subito fatta coricare sui sedili posteriori e l’abbiamo totalmente nascosta sotto una coperta. Lei è rimasta immobile durante tutto il tragitto, era davvero terrorizzata -  rispose Valeria. La Rocca appariva preoccupato.
- Dobbiamo portare la ragazza in una comunità protetta dove possa essere seguita da psicologi che le facciano superare i traumi che deve aver subito in questi mesi - disse poi.
- Non capisco perché non possiate lasciarla qui con me, sarei felice di prendermene cura - propose Valeria.
- Mi dispiace signora, ma non posso permettere che lei corra altri rischi. Inoltre la ragazza sarà maggiormente al sicuro in un luogo segreto. Dovrà inoltre essere sottoposta a controlli sanitari, non dimentichi che ha esercitato la prostituzione per qualche tempo, con tutti i pericoli che comporta quel genere di attività - replicò l’ispettore in tono deciso.
La dottoressa Gambini fece capire che era venuto il momento di parlare con Romita. Valeria accompagnò la ragazza nel salotto e, nonostante fosse ancora molto assonnata, si mostrò subito intimorita e rivolse a Valeria uno sguardo che conteneva tutta la sua delusione per essere stata tradita. La psicologa si rese conto dello spiacevole equivoco e parlandole nella sua lingua la rassicurò spiegandole la situazione. Romita cominciò a rispondere alle sue domande con un filo di voce e Valeria ebbe modo di apprezzare la professionalità della dottoressa e si tranquillizzò ritenendo che Romita fosse in buone mani. Tornò quindi in cucina a prepararle un bicchiere di latte caldo. Poi la conversazione riprese e ne emerse purtroppo un racconto agghiacciante. Romita era stata venduta dal cognato a una banda di nomadi rumeni che l’avevano condotta in Italia attraverso la frontiera con la Slovenia. Avevano dormito in macchina in un bosco sul confine, avevano poi abbandonato l’auto e si erano trasferiti su un camion dove avevano nascosto la ragazza in mezzo a un carico di merci. Una volta arrivata a Milano era rimasta segregata in un piccolo appartamento dove era stata ripetutamente percossa e violentata dai suoi aguzzini. Le avevano anche somministrato dei tranquillanti per tenerla calma durante gli accessi di disperazione che l’assalivano spesso. Nell’appartamento aveva cominciato a ricevere i clienti, ma poi alcune lamentele da parte degli abitanti del palazzo li avevano convinti a portarla a “lavorare” sui marciapiedi del viale dove aveva ritrovato il cugino, al quale aveva raccontato la sua penosa odissea. Insieme avevano organizzato un piano di fuga. Romita doveva condurre un cliente in un luogo appartato vicino a dei piccoli orti coltivati da pensionati. Al termine dell’incontro la ragazza era scappata tra i campi dove l’aspettava Dragan. Avevano poi trascorso il pomeriggio nascosti in un capanno per gli attrezzi. Al calare della sera si erano diretti al Rifugio in cerca di aiuto. Il resto lo conoscevano già…
Valeria aiutò Romita a indossare dei jeans e una felpa che erano appartenuti a Simona. Consegnò all’ispettore gli abiti equivoci che la ragazza indossava la sera precedente. Regalò a Romita una borsa dove mise diversi prodotti da toilette e una quantità di dolciumi. Al momento del commiato l’abbracciò stretta augurandole buona fortuna. Quando tutti si furono allontanati si ritrovò come svuotata, l’intensità delle ultime ore le aveva fatto stabilire con quella ragazzina un rapporto molto profondo e già ne avvertiva la mancanza. Era stato bello avere ancora qualcuno in casa da coccolare. Sandro le si avvicinò massaggiandole goffamente le spalle nel tentativo di rincuorarla. Che ne dici se partissimo per il mare? Ormai siamo a maggio ed è ora di andare a riaprire la nostra casetta. Possiamo invitare i ragazzi a raggiungerci per il fine settimana…
Valeria sorrise, accettando la proposta del marito con un cenno del capo. Due ore più tardi si trovavano all’ingresso dell’autostrada del mare. Il sole era finalmente riuscito a farsi strada tra le grosse nuvole grigie che il vento sospingeva lontano, lasciando spazio e strisce di azzurro sempre più ampie. Valeria si augurava di cuore che quel sole potesse brillare anche per Romita ovunque si trovasse.

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