1876: NASCITA DELLA SECONDA COMPAGNIA DELLA TEPPA

E il peggioramento della pubblica sicurezza a Milano

Nel mio scartabellare tra vecchi documenti, è saltato alla mia attenzione un piccolo e singolare manoscritto, redatto nel 1876 dal dottor. Luigi Marcionni. Filtrando doverosamente le impressioni personali dell’allora pretore di Milano, ne esce un ritratto della città non proprio lusinghiero: un covo di ladri dove scoppiano risse ovunque.

Nel 1875, ufficialmente, vennero commessi 4 omicidi e 15 grassazioni (aggressioni a mano armata a scopo di rapina). Mentre nel 1876 le grassazioni ammontarono a 92 e gli omicidi a 14. Un impennata del crimine alla quale il buon pretore tenta di fornire una spiegazione. Il Marcionni si dimostra assai lungimirante e moderno affermando che un aumento del numero delle sentinelle e un controllo sempre più serrato della popolazione, coadiuvato da restrizioni nel campo della libertà individuale, esacerberebbero ulteriormente la situazione. Inoltre asserisce che l’abuso delle armi da parte delle forze dell’ordine, abbia portato la sua parte di contributo al peggioramento della pubblica sicurezza, aumentando il numero dei nemici della società pronti a offenderla.

In quegli anni è in costruzione il Carcere di San Vittore e il Pretore ripone grandi speranze in esso: […] che a breve aprirà i suoi battenti per contendere a tutti i recinti di detenzione il primato nell'applicazione dei progressi della scienza, e ai nostri edifici la vastità delle proporzioni.

Nonostante il rapporto tra analfabetismo e indigenza sia di solito direttamente proporzionale alla criminalità, egli nega che vi sia un nesso, forse per difendere le istituzioni e le opere pie meneghine del periodo. A ragione, invece afferma che a Milano non vi è traccia di mafia (chiamata da lui maffia), o di altre associazioni criminali provenienti dal sud Italia, perché impossibilitate ad attecchire; solo un secolo dopo il povero pretore avrebbe dovuto ricredersi.

Ma il dottor. Marcionni torna a puntare il dito sulla giustizia sommaria esercitata da alcuni poliziotti dell’epoca, rei di aver causato un numero esorbitante di denunce archiviate per mancanza di prove. Il corpo di polizia locale annoverava molti uomini di dubbia reputazione che talvolta agivano per motivi personali, spinti da vendetta o dagli effluvi dell’alcool; per approfondire sempre su questo profilo (El Dondina). Il Pubblico Ministero era costretto a perdere giorni interi ad approfondire un caso per poi scoprire che il soggetto o i soggetti accusati erano stati incastrati. A questo si deve aggiungere che molto spesso i procedimenti penali si rivelavano sciatti e inconsistenti; i testimoni di un delitto non venivano nemmeno chiamati a deporre e gli assassini tornavano in libertà dopo un paio di giorni.

Ciò che il Pretore non poteva allora sospettare sull'aumento della criminalità, ma qui si tratta di una mera ipotesi, è che proprio nel 1876 si costituì la Seconda compagnia della teppa. Ce lo rammenta un vecchio articolo di Cletto Arrighi, risalente allo stesso anno. Egli venne in possesso del nuovo statuto della compagnia della teppa che inneggiava ad atti di vandalismo e a violenza gratuita. Una compagnia ben diversa dalla prima, destinata a divenire il primo caso di organizzazione banditesca del Regno d’Italia. Per anni, i giornali ne riportarono le malefatte come ci ricorda Neo Cirillo nel libro “Il ventre di Milano”; malefatte tuttavia tollerabili, perché ancora all'insegna di una certa goliardia. Ma col passare del tempo giunsero ricatti, truffe e furti; gli archivi della questura di Milano sono pieni zeppi di procedimenti penali contro i membri della compagnia della teppa. Questa banda di malfattori vide la sua fine nel 1884 per mano del Capitano dei Carabinieri Michele Giacheri. Il loro capo, Oreste Hadrowa (Hadrava secondo altre fonti), conosciuto da tutti come il Dottorino, e altri appartenenti come il Vaghi, il Granata e l’Albera, furono tutti condannati e condotti in carcere.

Ma l’oscuro viaggio di Milano verso le bande armate e le organizzazioni criminali era appena cominciato.


Riccardo Rossetti

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