ACCADDE IL 17 LUGLIO

17 luglio 1976 - In occasione della cerimonia di apertura della XXI Olimpiade di Montréal, in Canada, alla televisione italiana iniziano le trasmissioni sperimentali di programmi a colori, per le quali viene scelto il formato PAL


Già nel 1939 venne proposto e adottato come riferimento un principio di compatibilità, in base al quale le future trasmissioni televisive a colori sarebbero potute essere visibili anche su televisori in bianco e nero, così come i programmi in bianco e nero avrebbero potuto essere visibili come tali anche su televisori in grado di riprodurre il colore. Questo principio, che consente la coesistenza di nuovi e vecchi apparati televisivi, venne seguito come principio di base per tutti gli sviluppi tecnici successivi.

I primi esperimenti di trasmissione a colore vera e propria avvengono verso la fine degli anni quaranta negli Stati Uniti.

L'Italia, dopo una prima sperimentazione in occasione dei Giochi della XX Olimpiade, è uno degli ultimi paesi, tra il 1976 e il 1977, ad avviare ufficialmente le trasmissioni a colori, nonostante la RAI fosse tecnologicamente pronta per trasmettere a colori già dalla nascita del secondo canale (4 novembre 1961). Il ritardo viene causato sia per motivi politici sia dalla lotta tra PAL e SÉCAM. Inoltre trasmissioni a colori vengono effettuate già prima del 1977 dalle stazioni televisive provenienti dal Principato di Monaco, dalla Svizzera e dalla Jugoslavia, spesso riprese e ritrasmesse da emittenti locali.

Alla metà degli anni '70, tuttavia, la Rai trasmette con cadenza quotidiana una serie di "prove tecniche di trasmissione", consistenti in immagini statiche o in filmati con sottofondi di musica classica (ad esempio La gazza ladra di Rossini, utilizzata come commento musicale a un filmato relativo a un gruppo di persone intente a visitare uno zoo).


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