ACCADDE IL 22 LUGLIO

22 luglio 1970 – Un attentato orchestrato dalla 'Ndrangheta per conto dei neofascisti di Reggio Calabria fa deragliare la Freccia del Sud presso Gioia Tauro, causando 6 morti e 50 feriti. L'attentato si inserisce nel quadro della strategia della tensione


Nell'estate del 1970 la parte meridionale della regione era in balia della rivolta di Reggio Calabria causata dalla nomina di Catanzaro a capoluogo di regione. La rabbia di molti cittadini di Reggio sfociò nella proclamazione dello sciopero cittadino il 13 luglio. La rivolta era coordinata da un "comitato d'azione" che raccoglieva esponenti del Movimento Sociale Italiano e di altri partiti. Il 15 luglio si arrivò all'occupazione della stazione, alla creazione di barricate e scontri con la polizia per le strade della città. L'attentato avvenne una sola settimana dopo. Nel clima di sommossa vissuto a Reggio e provincia si verificarono anche altri episodi di sabotaggi alle infrastrutture ferroviarie come la distruzione funzionale della stazione di Reggio Calabria Lido; nessuno però di gravità paragonabile. Agli atti del Ministero dell'interno, risultano comunque, tra il 20 luglio 1970 e il 21 ottobre 1972, ben 44 gravi episodi dinamitardi, di cui 24 a tralicci, rotaie e stazioni ferroviarie. Il treno trasportava circa 200 persone. Il bilancio fu di 6 morti e più di settanta feriti, di cui molti in gravi condizioni; tutti i deceduti si trovavano tra la nona e l'undicesima carrozza.

Il treno proveniente da Villa S.Giovanni dopo essere stato traghettato dalla Sicilia il 22 luglio 1970, alle 14:35 stava entrando in stazione a circa 100 km/h, quando il macchinista Giovanni Billardi e l'aiuto macchinista Antonio Romeo avvertirono, alle 17.10, un forte sobbalzo della locomotiva. Azionarono quindi il freno rapido di emergenza. Il convoglio prese a rallentare comprimendosi mentre i respingenti delle carrozze assorbivano la decelerazione. La frenata avvenne regolarmente per le prime cinque carrozze, finché le sollecitazioni meccaniche spinsero uno dei carrelli della sesta carrozza fuori dalla sede dei binari. Le carrozze successive sviarono anch'esse nel corso dei 500 metri di frenata; durante la brusca decelerazione alcuni ganci di trazione si spezzarono e il convoglio si divise in tre tronconi.

La sentenza della corte di Assise di Palmi n 3/96 del 27/2/2001 individua come responsabili tre esponenti di Avanguardia Nazionale: Vito Silverini, Vincenzo Caracciolo e Giuseppe Scarcella. Le cause non vennero mai accertate, Con una direttiva del 22 aprile 2014, tutti i fascicoli relativi a questa strage non sono più coperti dal segreto di Stato e sono perciò liberamente consultabili.


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