ACCADDE IL 28 APRILE

28 aprile 1945 - Seconda guerra mondiale: Benito Mussolini e la sua compagna Clara Petacci, catturati a Dongo mentre tentavano di espatriare in Svizzera, vengono fucilati da membri della Resistenza italiana a Giulino di Mezzegra



Mentre stava cercando di fuggire vestito da soldato tedesco, Benito Mussolini venne catturato dai partigiani a Dongo il 27 aprile 1945. Durante la notte fu condotto insieme a Clara Petacci a Bonzanigo, frazione di Tremezzina, e ospitato presso la famiglia De Maria, partigiani e conoscenti del capitano Neri.

Il mattino successivo, 28 aprile, arrivò l'ordine di fucilazione portato da Milano dal colonnello Valerio, nome di battaglia del partigiano Walter Audisio. Lo stesso Audisio eseguì la condanna capitale del Duce e di Claretta Petacci "in nome del popolo italiano" alle ore 16:10 davanti a Villa Belmonte, in via XXIV Maggio.

I cadaveri dei giustiziati vennero in serata portati a Milano con un camion, assieme ai sedici gerarchi fucilati a Dongo. Il 29 aprile in piazzale Loreto, furono appesi alla tettoia di una pompa di benzina ed esposti davanti alla folla (vedi Morte di Mussolini). Adolf Hitler, informato del fatto, rimase profondamente turbato e temendo il vilipendio sul suo corpo, ordinò di essere subito cremato dopo morto.

A Giulino, sul muro del cancello di Villa Belmonte fu posta una croce artigianale, presente sul luogo dell'esecuzione che ricorda ancora l'evento. Solo recentemente, su richiesta degli ex combattenti di Salò, è stata aggiunta una piccola teca in ferro battuto contenente le foto di Mussolini in abiti borghesi e della Petacci. Per questi avvenimenti Giulino è stata proscenio della parte finale del film di Carlo Lizzani Mussolini ultimo atto (1974).





Croce marcante il luogo, in Giulino di Mezzegra, dove Mussolini fu giustiziato

I cadaveri dei giustiziati vennero in serata portati a Milano con un camion, assieme ai sedici gerarchi fucilati a Dongo. Il 29 aprile in piazzale Loreto, furono appesi alla tettoia di una pompa di benzina ed esposti davanti alla folla (vedi Morte di Mussolini). Adolf Hitler, informato del fatto, rimase profondamente turbato e temendo il vilipendio sul suo corpo, ordinò di essere subito cremato dopo morto.

A Giulino, sul muro del cancello di Villa Belmonte fu posta una croce artigianale, presente sul luogo dell'esecuzione che ricorda ancora l'evento. Solo recentemente, su richiesta degli ex combattenti di Salò, è stata aggiunta una piccola teca in ferro battuto contenente le foto di Mussolini in abiti borghesi e della Petacci. Per questi avvenimenti Giulino è stata proscenio della parte finale del film di Carlo Lizzani Mussolini ultimo atto (1974).


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