ACCADDE IL 9 GIUGNO



9 giugno 1800 - Gli eserciti napoleonico e austriaco si scontrano nella Battaglia di Montebello

Durante la primavera del 1800 Napoleone era sceso in Italia attraversando le Alpi tra la Svizzera e la Valle d'Aosta. Respinte le esigue forze austriache, arrivò nella pianura padana. Melas, il comandante austriaco, si aspettava l'attacco in direzione di Genova o Torino, pertanto il grosso dell'esercito nemico, sorpreso dall'azione, era schierato tra Genova, di cui era in corso l'assedio, e l'area di Alessandria. Napoleone contava sulla resistenza di Genova per sconfiggere separatamente i due gruppi e aveva quindi fretta di forzare il passaggio del fiume Po. Il generale Jean Lannes al comando dell'avanguardia francese, attaccò inizialmente con 6000-7000 uomini presso Stradella le forze austriache ivi disloccate, ma dopo un primo successo l'arrivo dei rinforzi permise agli austriaci di rioccupare la località. Lannes, grazie all'arrivo delle sue rimanenti forze e poi delle truppe di Victor con molta artiglieria, tornò all'attacco costringendo il nemico alla definitiva ritirata. Lo scontro passò alla storia con il nome della vicina Montebello e Lannes verrà poi insignito del titolo di "duca di Montebello". Gli austriaci persero circa 4000 uomini, mentre le perdite francesi variano, a seconda delle fonti, da poche centinaia a 1500 uomini tra morti e feriti.

9 giugno 1937fratelli Carlo e Nello Rosselli sono assassinati in Francia dai fascisti.

I fratelli Carlo e Nello Rosselli furono due importanti figure di politici,  giornalisti e attivisti dell'antifascismo italiano. Vissero a lungo in esilio a Parigi e furono uccisi a Bagnoles-de-l'Orne il 9 giugno 1937 da formazioni locali di estrema destra, probabilmente su ordine proveniente dai vertici del fascismo. Residenti a Firenze, appartenevano a una agiata famiglia ebraica. Nel giugno 1937 Carlo soggiorna per delle cure termali a Bagnoles-de-l'Orne. Qui è raggiunto dal fratello Nello, che aveva ottenuto il passaporto nel maggio 1937, su intercessione di Gioacchino Volpe (probabilmente in buona fede) con una sollecitudine che ad alcuni amici, tra cui Piero Calamandrei, parve sospetta e motivata dal fine di arrivare attraverso Nello al rifugio di Carlo. Il 9 giugno, in Francia, i due furono sequestrati e poi uccisi da una squadra militanti dell'organizzazione di estrema destra francese Cagoule, guidati da Jean Filliol. Riguardo agli ideatori dell'omicidio, pare vi fosse, tra gli altri, Santo Emanuele, tenente colonnello dei Carabinieri e capo della sezione controspionaggio, unitamente al generale Mario Roatta, al colonnello Paolo Angioy e al maggiore dei Carabinieri Roberto Navale, presumibilmente con la tacita approvazione del ministro degli Esteri Galeazzo Ciano e del suo capo di gabinetto Filippo Anfuso.




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