L'ADORAZIONE DEI MAGI

Artemisia Gentileschi al Museo Diocesano

Il progetto Un capolavoro per Milano presso il Museo diocesano Carlo Maria Martini è giunto alla dodicesima edizione e come per gli ultimi tre anni il tema scelto è l'Adorazione dei Magi. Dopo aver ammirato da vicino le opere di Dürer, Perugino e Veronese, quest'anno l'autore scelto è Artemisia Gentileschi, con un dipinto di grandi dimensioni concesso in prestito dalla Diocesi di Pozzuoli.

Nella rassegna, una serie di tavole ci avvicinano alla grandezza della pittrice e a una fruizione approfondita dell'opera dal punto di vista iconografico e storico.

Tanto è stato scritto su Artemisia Gentileschi (Roma 1593 -Napoli post 1654), femminista ante litteram: sul padre autoritario che le insegnava i segreti della pittura costringendola tuttavia a rimanere fra le mura domestiche, proprio dove adolescente viene violentata dall'aiutante del padre; e ancora sulla difficoltà di farsi largo in un'arte considerata appannaggio degli uomini... È merito del critico Roberto Longhi, che quasi un secolo fa ha studiato il lavoro di Artemisia in quanto artista e non donna, averla collocata nella cerchia dei pittori più celebrati e richiesti del suo tempo.

L'opera in mostra risale all'inizio del lungo e pressoché definitivo soggiorno a Napoli di Artemisia. Vi giunge verso il 1630 insieme a un marito che ama il lusso più del lavoro e un carico familiare di ben quattro figli. Napoli in quel periodo si presenta come una città fortemente popolata, seconda in Europa solo a Parigi, dominata da un Vicerè spagnolo che impone forti dazi e tasse alla popolazione. Sotto il profilo artistico è forte l'eredità lasciata dal Caravaggio, in termini di interpretazione naturalistica dei temi sacri e dell'uso di luce radente sulle figure per accentuarne le espressioni dell'animo.

Questa eredità caravaggesca viene fatta propria anche da Artemisia, già affermata pittrice, che riceve dal vescovo spagnolo di Pozzuoli, cittadina risparmiata dall'eruzione del Vesuvio del 1631, la commissione di tre tele per la cattedrale, tra le quali l'Adorazione dei Magi.

Il dipinto mostra l'attenzione dell'artista per i particolari, come le stoffe preziose dei Magi, anziché lo splendido oggetto d'argento portato in dono, e la scelta di una gamma semplificata di colori, marrone, rosso, blu e ocra per lasciar trasparire la luce. Artemisia qui rinuncia a effetti teatrali ma svolge una scena intima grazie agli sguardi che si rincorrono tra i personaggi, dalla Madonna al Bimbo e agli astanti, e in grado di catturare anche l'attenzione dello spettatore.
Questa opera è di grande fascino, nonostante presenti un danno al volto del Mago moro, procurato da un incendio nella Cattedrale di Pozzuoli nel 1964. Rimarrà esposta a Milano fino al 26 gennaio 2020, e conferma la volontà del Museo Diocesano di rinnovare le nostre tradizioni cristiane e di percorrere quella strada verso la Bellezza che salva il mondo

Vittoria Colpi