CAMMINA IL TURISMO MA NON CORRE

L'Enit-Agenzia nazionale italiana del turismo, ha emanato alcuni dati che evidenziano come la Lombardia si trovi alla testa dell’industria del turismo in Italia. Essa infatti attiva  il 13,6% (pari a circa 11,0 miliardi di euro) della spesa complessiva effettuata dal turismo; seguono poi il Lazio, la Toscana, il Veneto e l’Emilia-Romagna. È in queste cinque regioni che si concentra oltre la metà del fatturato del settore. In questo contesto positivo
l’Italia è riuscita a scalare posizioni nella classifica europea dopo un lungo periodo di stasi.  429 milioni di presenze ha registrato l’Italia e il turismo è cresciuto del 2,8 % e rappresenta il 13 per cento del prodotto interno lordo;  supera in crescita la Francia tra i Paesi europei mentre la Spagna, pur restando prima, è calata. Oltre la metà delle presenze – in totale 216 milioni – è formata da turisti stranieri  (il cui numero complessivo è salito a 94 milioni) che effettuano una spesa di 42 miliardi tra città d’arte, montagna, mare, laghi; e soprattutto in enogastronomia, grande richiamo nell’attrarre viaggiatori nel nostro Paese. Infatti  la spesa pro capite giornaliera per una vacanza enogastronomica è di circa 117 euro, mentre è  di  107 per una dedicata alla montagna e di 91 in riva al mare. Ciò darebbe ragione a chi ha attribuito la materia del turismo alla competenza del Ministero delle politiche agricole (Mipaaft).
Ma purtroppo non è tutto bene quindi. Se, come abbiamo visto, solo in cinque regioni si concentra oltre la metà dell’attività turistica del Paese, con la quasi totalità del Mezzogiorno che resta a distanza, ciò è dovuto principalmente all’assenza nel Sud di una vera e propria  “industria del turismo". Per citare, la Camera di Commercio di Milano, Monza e Brianza e Lodi con Promos ha organizzato InBuyer, mettendo in contatto imprenditori lombardi della produzione per il turismo con operatori europei, russi, del medio e dell’estremo oriente.
Tutto ciò non dipende solo dai fatturati, i risultati si vedono anche nel mondo del lavoro: solo nel comprensorio Milano-Monza-Lodi 12.000 ingressi nel comparto nei mesi estivi su 110.000 totali.
L’ Italia del Sud vanta ben 17 siti Unesco - dai Trulli di Alberobello all’area archeologica di Agrigento, Su Nuraxi di Barumini (Sardegna), Paestum, Costiera Amalfitana, Isole Eolie, Sassi di Matera, Pompei, Ercolano e Torre Annunciata,  Reggia di Caserta e tanto altro – ma il patrimonio paesaggistico e culturale del Meridione (da millenni crocevia di civiltà) manca di una adeguata valorizzazione. 
Il Sud turistico è penalizzato da una  promozione frammentata, oltreche' da un deficit logistico, infrastrutturale, stradale e ferroviario. Con conseguenze negative per lo sviluppo locale e quindi per l’intero Paese.
Occorrono dunque adeguati investimenti pubblici per la promozione di un turismo di massa e, al tempo stesso, di grande qualità, quale non può mancare in tale contesto di beni culturali e ambientali .
Samu

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