CASA DI BAMBOLA - Henrik Ibsen

Ogni mattina alle ore 08:00 proponiamo ai nostri lettori la parte iniziale e finale di un capolavoro della letteratura universale. A cura di Antonella Di Vincenzo

INCIPIT
NORA. Nascondi bene l’albero di Natale, Helene. Mi raccomando che i bambini non lo vedano prima di stasera, quando sarà pronto. ( Rivolta al fattorino, con il portamonete in mano) Quanto?
FATTORINO. Mezza corona.
NORA. Ecco una corona. No, tenete pure il resto. (Il fattorino se ne va ringraziando. Nora chiude la porta. Continua a sorridere soddisfatta mentre si toglie il mantello).
NORA (tira fuori di tasca un sacchetto di pasticcini di mandorle e comincia a mangiarli, poi si avvicina pian piano alla porta dello studio del marito e si mette in ascolto). Sì che è a casa! (Ricomincia a cantarellare avvicinandosi al tavolino di destra).
HELMER (dal suo studio). E’ la mia allodola che gorgheggia lì fuori? NORA (occupata ad aprire i suoi pacchetti. Sì che è lei!
HELMER. E’ il mio scoiattolo che sta frugando di là?
NORA. Sì!
HELMER. E quando è tornato a casa lo scoiattolo?
NORA. In questo momento. (si ficca in tasca il cartoccio e si pulisce la bocca). Vieni qua Torvald, vieni a vedere che cosa ho comprato


FINIS
NORA. Bene; ora dunque è finita. Metto qui le chiavi. Per tutte le cose di casa le ragazze sono… più brave di me. Domani, quando sarò partita, verrà Kristine per riunire quello che avevo portato da casa mia. Voglio che mi sia spedito.
HELMER. Finita! Finita! E non penserai più a me, Nora?
NORA. Certo che penserò spesso a te, ai bambini e a questa casa. HELMER Posso scriverti, Nora?
NORA. No… mai. Non te lo permetto.
HELMER. E pure dovrò mandarti…
NORA. Niente; niente.
HELMER…. dovrò aiutarti, se ne avrai bisogno.
NORA. No, ti dico. Non accetto niente da estranei.
HELMER. Nora,… non potrò mai diventare qualcosa di più di un estraneo per te? NORA ( prendendo la sua borsa). Ah Torvald, allora dovrebbe accadere la cosa più meravigliosa di tutte.
HELMER. Dimmela questa cosa più meravigliosa di tutte!
NORA. Sia tu che io dovremmo cambiare in modo tale che… Ah Torvald, non credo più alle cose meravigliose.
HELMER. Ma voglio crederci io. Dimmela. Cambiare in modo tale da…? NORA. Da far sì che la nostra convivenza potesse diventare un matrimonio. Addio. ( Esce).
HELMER ( si getta su di una poltrona vicino alla porta e si copre il viso con le mani). Nora! Nora! (Si guarda intorno e si alza in piedi). Qui è vuoto! Non c’è più. (Si fa strada in lui una speranza). La cosa più meravigliosa…!? (Da basso si sente sbattere il portone).



Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

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EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
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