Cime Tempestose-Emily Bronte

A cura di Stelio Ghidotti

INCIPIT


Ritorno adesso da una visita al mio padrone do casa : l’unico vicino con il quale avrò che fare.

Magnifico paese, questo. Credo che in tutta l’Inghilterra non avrei potuto trovare un luogo così discosto da ogni rumore mondano. Un vero paradiso del perfetto misantropo: e il signor Heathcliff

ed io siamo fatti apposta per dividerci tanta solitudine. Ma che bel tipo costui!

 

FINIS


Cercai, e trovai subito, le tre pietre tombali sul pendio che guarda la brughiera: quella di mezzo, grigia e quasi sepolta sotto l’erica: quella di Edgard Linton, che l’erba e il muschio crescente ai suoi piedi cominciavano appena a inverdire: quella di Heathcliff, infine, ancor nuda.

M’indugiai tra di esse, sotto quel benigno cielo: guardavo le farfalle notturne svolazzanti sull’erica e le campanule, ascoltavo il soffice vento frusciante tra la verzura, e mi domandavo stupito come mai, come mai qualcuno potesse fantasticare d’inquieti sonni, per coloro che dormivano in quella terra tranquilla.