DACIA MARAINI

Di recente l'editore Mondadori ha ristampato, per distribuirlo allegato ai suoi periodici, il romanzo di Dacia Maraini "L'età del malessere", pubblicato per la prima volta nel 1963, quando l'autrice aveva 26 anni, era nata a Fiesole, il 13 novembre 1936.
La protagonista del romanzo: il secondo dei 21 pubblicati dalla scrittrice, è la diciassettenne Enrica, che narra in prima persona le sue mediocri peripezie di adolescente inquieta che perde la madre a causa di un tumore e convive con l'anziano padre in una modesta casa in affitto. Questi passa il suo tempo a costruire gabbie per uccelli che poi a fatica riesce, quando riesce, a vendere. Enrica studia stenografia presso una scuola dove fra i suoi compagni di classe si trova Carlo, innamorato di lei ma che la ragazza non ama anche se ci finisce a letto, mentre invece ama Cesare con il quale ha diversi rapporti che finiscono per metterla incinta e costringerla ad abortire. Cesare sta per sposarsi, ma continua a vedere Enrica quasi fino alla vigilia del matrimonio. La ragazza avrà anche un rapporto poi ben retribuito con l'avvocato Guido, e un impiego presso una contessa innamorata persa di un diciottenne. Quel mondo privo di ideali seppure non di soldi disgusta Enrica, che decide di lasciarlo per trovare un impiego più serio e soddisfacente.
Questo romanzo ottenne il Premio internazionale degli editori e cinque anni dopo ne venne ricavato un film, fu scritto probabilmente poco dopo che la giovane scrittrice aveva iniziato la sua relazione con Alberto Moravia che aveva cinquantacinque anni.
L'esordio era avvenuto l'anno prima con il romanzo "La vacanza", del quale lo scrittore romano scrisse la prefazione, che aiutò non poco nelle vendite. Poi, sbolognata la moglie in carica, Elsa Morante, convisse con Dacia fino al 1978. Il malessere del titolo è quello caratterizzante l'adolescenza, periodo difficile nella vita di tutti quelli che la stanno attraversando e che, se non si ha la testa bene avvitata sulle spalle, si rischia di perderla e di procurarsi ferite che poi difficilmente si potranno rimarginare.
Lo stile utilizzato dalla brava scrittrice tosco (e figlia di Fosco) siculo-romana è uno stile in apparenza semplice, secco, che fa pensare a un'alternanza di brusche accelerate contrapposte ad altrettante brusche frenate. È comunque un buon romanzo, che forse senza la pubblicità positiva dovuta all'essere la compagna di Moravia non sarebbe stato possibile pubblicare. Di certo  il talento che la Maraini possiede ne fa una scrittrice più che valida.
L'età del malessere è ambientato tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '60 (vi è un riferimento alla canzone "Nel blu dipinto di blu", 1958, che la radio sta trasmettendo) e seppure l'epoca è da noi spesso mitizzata andrebbe invece soggetta a mitridatizzazione, vale a dire che i veleni da essa prodotti - perché ce ne furono, e non pochi - andrebbero immunizzati.
Quell'epoca, nel leggere romanzi di questo tipo, dà l'impressione di essere stata molto fredda e grigia, perché scoloritasi dopo l'esplosione di colori degli anni '50, che ne avevano fatto un arcobaleno il quale pareva: come nella tradizione popolare, affondare l'estremità nella leggendaria pentola d'oro. Era invece la tinozza nella quale si pestava l'uva per ottenere il vino, e da esso l'ubriacatura che di lì a pochi anni avrebbe reso ebbri di odio varie forze politiche sformatesi in fazioni e trasformatesi in stazioni presso le quali il treno della democrazia non fu mai preso dai molti che - affogati nell'odio - neppure lo videro passare.
Dacia Maraini oltre ai suoi 21 romanzi, ha scritto e pubblicato molti racconti, articoli, testi teatrali, sceneggiature cinematografiche, tra le quali quella di "Teresa la ladra", interpretata dalla splendida Monica Vitti e tratta dal suo romanzo "Memorie di una ladra".
Dal 2016 Dacia è cittadina onoraria di Arona, graziosa cittadella sul lago Maggiore, ed è direttore artistico de Il teatro sull'acqua.     

Antonio Mecca

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