DALLA FINESTRA - 3

Nel suo bel romanzo autobiografico pubblicato nel 1984, lo scrittore francese Frédéric Dard meglio noto con lo pseudonimo Sanantonio racconta del suo alter ego il quale preferisce lavorare con le spalle rivolte alla finestra per non distrarsi dall'ammirare il bel paesaggio svizzero dove Sanantonio risiedeva ormai da una quindicina di anni. Perché la natura lo affascinava, e poteva starsene ore a guardare un ramo d'albero in fiore. Io oltre ai rami in fiore amo guardare le fanciulle in fiore, che nella loro meravigliosa giovinezza rappresentano il futuro della specie umana e la speranza che questa vada avanti ancora per un bel po'.
Dalla mia finestra che si apre sulla meravigliosa Villa Taranto, vedo gli alberi sempre verdi e quelli che la primavera ha già fatto fiorire, ma soprattutto le varie gradazioni di verde che appagando lo sguardo riposano anche la mente e l'anima. A una settimana dal ripristino della possibilità di potersi muovere all'interno della propria regione lo spirito si apre alla speranza che la prossima imminente libertà di movimento possa costituire l'inizio di un ritorno alla normalità, ma dove si dovrà stare più attenti a come ci si muoverà e agirà. Dobbiamo farlo per il rispetto verso coloro: tantissimi, che non ci sono più perché falcidiati dal terribile virus, dalla generosità incredibile di medici e paramedici che con abnegazione e senso di responsabilità hanno lavorato e continuano a lavorare allo stremo delle loro forze con mezzi che talvolta non sono sufficienti alla riuscita del loro lavoro, e non di rado finendo anch'essi per morire. Sono stati aiutati da loro generosi colleghi che seppure già in pensione hanno voluto rientrare per questa emergenza, o da medici e paramedici provenienti da altre regioni - in special modo da quelle del Sud: Italia, lo specifichiamo per tutti coloro che pensano che il Sud non sia anch'esso Italia - che con spirito di abnegazione sono giunti nei luoghi più colpiti del Nord Italia per offrire il loro sostegno. Adesso è ancora valido il motto: "Ciascuno a casa propria"? , che qualche ottuso capataz nordista aveva a suo tempo coniato? Non sappiamo come sarà l'Italia (e il mondo) che verrà. Si sarà trasformata, tenendo presente che non si può risparmiare su tutto (sanità in primis), che non si può agire come il Tatò della situazione, tagliando di qua e di là e finendo per tagliarci qualcos'altro, scivolando più che in una farsa napoletana di Totò in una tragedia greca dove le maschere di allora sono adesso state sostituite da altre mascherine. Non si possono non ascoltare le Cassandre che ci stanno mettendo sull'avviso già da anni, e che adesso una ragazzetta svedese ha fatto loro da megafono. Non si devono invece ascoltare quelli come il Vittorio nazionale che vorrebbe essere il padre di Greta per appiopparle un ceffone e rispedirla a scuola. Forse, a scuola di buone maniere, ci dovrebbe finire lui, per apprendere una buona educazione.
Antonio Mecca



Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni