IL FIORAIO

Non entravo nel loro negozio da molti anni.

Quanti fiori avevo comprato lì per arredare i set  da fotografare.

Mi inoltro tra composizioni di fiori recisi e piante esotiche. In un profumo  intenso  misto di essenze concentrate e un sentore greve di acqua che avrebbe dovuto essere cambiata. 

"Buon giorno Signor Lorenzo. Come sta? È da molto che non vengo a trovarvi. Si ricorda? Il fotografo con lo studio al primo piano. Quante volte è venuto su a portarci fiori e tralci. Sto cercando una pianta per un nuovo nato. Mi dà un consiglio come faceva una volta? Cosa ne dice di questa?"

Ho preso un Anthurium ricco di colore e lo avvicino all'uomo seduto a un tavolo coperto da rametti e fiori sparsi.

Faresti fatica a immaginare quelle vecchie, tozze, rozze mani, muoversi così delicatamente e percorrere le forme delle foglie. Le saggiano, le guardano, le vedono, le riconoscono, le amano.

"Non ci vedo più, ma le mani mi guidano. Ogni fiore, ogni pianta ha una voce, una consistenza, un profumo tutto proprio.

Sì questa è una bella pianta, vitale. Le sue foglie sono di un rosso che resterà acceso a lungo.

L'Anthurium è fiore di accoglienza, con la sua spata rossa a forma di cuore

che racchiude una pannocchietta che poi è il fiore vero e proprio, è un 

messaggio di benvenuto. Perfetto per una nuova nascita. Sarà un regalo gradito".

Sopraggiunge la moglie, invecchiata anche lei, ma dura e vitale. Mi riconosce e mi domanda dei miei figli, di mio marito. Con i tanti clienti che ha servito non può ricordare che se ne è andato già da alcuni anni. Loro tirano avanti non per necessità. Figli sistemati, nipotini affettuosi. 

"Si lavora ancora per non restare fermi con il vuoto davanti". 

Nel quartiere sono una istituzione.

E mentre parla le sue mani avvolgono la mia pianta in frusciante pellicola, 

quasi un miagolio sommesso. Un grosso  fiocco rosso completa l'opera. 

Esco. 

Le vecchie, grosse, rozze  mani hanno ricominciato ad accarezzare 

gli steli delle rose, togliendo le loro spine senza esserne punte.

Ogni spina una parola d'amore.



Beatrice Barbieri


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