IL ROMANZO DELLE ORE 20

Il RIFUGIO di Albertina Fancetti - Dodicesima puntata

Lorenzo e Gabriele si conoscevano dalla prima elementare. Fra loro non servivano parole, riuscivano a comunicare anche restando in silenzio. Sabato pomeriggio andarono a curiosare fra le bancarelle della Fiera di Senigallia, affollatissima come sempre, senza però comprare nulla. Camminarono fino all'ora di cena, quando si recarono nel ristorante cinese in corso San Gottardo.
- Sei stato da tuo padre ieri sera? - chiese Lorenzo.
- Sì, e non so se sia peggio quando si sforza di fare il padre o quando vuole fare l'amico e mi racconta le sue cazzate. Ma forse sono io che non lo sopporto più - esplose Gabriele.
- Non è una situazione facile la vostra, ci sono troppi buchi neri nella tua infanzia e non sarà facile colmarli - disse Lorenzo.
- Ma in fondo è proprio lui che è un cialtrone. Non sta educando bene neppure Edoardo. È troppo superficiale per voler davvero bene a qualcuno, non maturerà mai...
- Però tu e tuo fratello vi volete bene no?
- Ma certo, non posso prendermela con lui se mio padre gli vuole più bene di quanto ne abbia mai voluto a me. Edoardo tende a imitarmi in tutto, pensa che vuole farsi i capelli “rasta” come i miei, accidenti mio padre sarà sconvolto! - e finalmente Gabriele sorrise.
- Come va con Roberta?
- Va bene... non lo so, ultimamente sono un po' in crisi. Vorrei che fosse meno chiusa. So che mi ama e le devo moltissimo. È dolce e rassicurante, ha una volontà di ferro e so che farà molta strada, però a volte con lei mi sento spento...
- Hai conosciuto qualcuna? - Chiese Lorenzo, sempre diretto.
Gabriele sollevò gli immensi occhi azzurri e un lampo luminoso li attraversò.
- Si chiama Cristiana, è una mia compagna di cinese, è bellissima, piena di vita, sempre positiva, vicino a lei dimentico i miei problemi. Nella voce di Gabriele si avvertiva una insolita nota di entusiasmo.
- E lei cosa pensa di te? - chiese Lorenzo incuriosito.
- Ancora non lo so, spero almeno di esserle simpatico - rispose Gabriele.
- Sarei curioso di conoscerla, ma ti consiglio di essere prudente, una ragazza come Roberta non si trova in tutti gli angoli... - lo esortò l'amico.
- In fondo sono quasi sicuro che non la lascerò mai, ma a volte la mia vita è così incasinata che sento il bisogno di qualcosa di più per tenermi a galla - replicò Gabriele.
I due ragazzi uscirono dal ristorante diretti a casa di Gabriele, stavano per entrarvi quando videro Ursula, insolitamente elegante in un completo pantaloni nero, che sembrava aspettarli.
- Ciao ragazzi, posso offrirvi una birra in cambio di un po' di compagnia?
Lorenzo e Gabriele si guardarono e tacitamente di comune accordo accettarono l'invito. Era evidente che la ragazza aveva pianto e il trucco che si era applicata con tanta cura le era colato sotto gli occhi conferendole l'aspetto di un patetico clown.
- Cosa ti è successo? - le chiese Gabriele allarmato.
- Niente di nuovo... il solito stronzo mi ha tirato il solito pacco - rispose Ursula.
Il “solito stronzo” era un collega, sposato, con il quale da tempo aveva instaurato una relazione.
- Avevo anche trovato una baby sitter per Fragolina, era tutto programmato da tempo. Quello che mi fa imbestialire è che mi avvisa all'ultimo momento lasciandomi come una cretina.
- E dov'è adesso la bambina? - chiesero i ragazzi.
- In camera sua che dorme come un angioletto - disse Ursula alzandosi dal tappeto cosparso di cuscini colorati. In un angolo della stanza si trovava il futon dove dormiva coperta da un piumino.Un muretto dove era incassato un acquario lo divideva dalla cucina di un vivace colore blu Cina. L'unica camera spaziosa era il regno di Fragolina, dove Ursula aveva dipinto sui muri un giardino meraviglioso, l'aveva arredata per la bambina scegliendo di dormire nel salotto. Tornò verso i ragazzi sorreggendo tre boccali di birra che pose a terra su stuoie di paglia.
- Non capisco perché ti ostini a uscire con quel tipo, lo sai benissimo che non può offrirti nulla più di qualche sveltina nei momenti liberi. È evidente che non lascerà mai la sua famiglia - disse Gabriele. - Ma il padre di Fragolina non viene mai a trovare la bambina? - chiese Lorenzo.
- Il padre di Fragolina è un ragazzo che ho conosciuto a Dublino durante uno stage in quella città. Quando è nata la bambina la nostra storia era già finita da un pezzo e io sono tornata in Italia. Ho deciso di scoraggiare ogni possibile rapporto con lui. Alla bambina non serve un padre che si farebbe vedere solo una volta all'anno, riuscirebbe solo a disorientarla.
- Come farai se da grande ti chiederà di suo padre? Magari vorrà conoscerlo e ti accuserà di averla tenuta lontano da lui - disse Lorenzo.
- Non posso caricarmi anche dei problemi futuri, mi bastano quelli che ho adesso. Non è facile crescere una bambina da sola e io ce la sto mettendo tutta. Quando sarà grande sono certa che mi capirà... e se non lo farà pazienza! Ma non potrà mai mettere in discussione il bene che le voglio.
I ragazzi ritennero di spostare la conversazione su altri argomenti meno personali, parlarono di viaggi, di libri, musica e cinema. Ursula aveva viaggiato tanto ed era una conversatrice brillante La serata trascorse serenamente fino alle ore piccole.
- Buonanotte ragazzi e grazie per la compagnia, senza di voi sarebbe stata dura - disse Ursula.
- È stata una serata piacevole anche per noi - la rassicurò Lorenzo.
- E ricordati, chi non ti vuole non ti merita - disse Gabriele ammiccando.
La ragazza rientrò in casa e si diresse verso il bagno, inorridì alla vista del suo volto annerito dal mascara colato. “Oh cielo! Sono stata conciata in questo modo tutta la sera davanti a due baldi giovanotti, Ursula sei davvero una frana! Pensò con la solita ironia che l'aveva sempre salvata in tante situazioni critiche. Prima di coricarsi andò a vedere Fragolina, la piccola addormentata era di una bellezza delicata che aveva qualcosa di magico. Ursula la pose un bacio tra i riccioli fulvi provando una tenerezza indescrivibile. Sua figlia rappresentava davvero tutta la sua vita, ma purtroppo non bastava a colmare la solitudine che avvertiva in certi momenti, aveva soltanto ventinove anni, troppo pochi per rinunciare a un progetto di vita di coppia.


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